venerdì 16 novembre 2012

Keppra, Topamax, DPC e chi più ne ha...

ATTENZIONE: post valido sicuramente per la regione Emilia Romagna e SOLO ALCUNE Provincie. Per altre regioni possono esserci differenti disposizioni.

I burocrati...
A breve distanza dall'uscita della norma del 18 Agosto 212 (quella sulla famosa prescrizione per principio attivo... poco attivo), è uscito un comunicato AIFA che ha gettato scompiglio nel mondo farmaceutico (leggere il link per i dettagli): ma allora, originator e equivalente non erano uguali? Primo trattamento? Consiglio?
Tralascio la (devo dire giusta) bagarre dei medici che hanno puntato il dito "Vedete? Se neanche l'AIFA...".
Tralascio l'incredibile coincidenza di un tal comunicato (primo ed unico nel suo genere), uscito in un momento  moooolto opportuno.
Tralascio il fatto che le osservazioni dell'AIFA NON hanno potere costrittivo, ma costituiscono un parare e un consiglio, che seppur autorevole, non è vincolante.

Bene, tralasciato tutto spostiamoci nella vita del farmacista e vediamo cosa è successo di pratico.
Innanzitutto bisogna chiarire bene un concetto: tutta l'impalcatura del sistema che andrò a descrivere, ideato dalla Regione, ha come scopo quello di non far pagare il paziente quando questo si trova nella obbligata condizione (vedremo poi) di dover pagare.

In base alle decisioni della Regione Emilia Romagna, quando un paziente si reca in farmacia con una ricetta SSN (c.d. "rossa") con riportata, da parte del medico, la non sostituibilità del farmaco di marca (che paga perciò una differenza), il farmacista NON dispensa il medicinale per la via convenzionata - dove il paziente paga la differenza rispetto al prezzo di rimborso - ma per la via DPC (Distribuzione Per Conto) in cui il paziente non paga nessuna differenza (il farmaco è acquistato dall'AUSL e redistribuito dalla farmacia).
Domanda: ma allora non si potrebbe applicare questo metodo a tutti i farmaci per i quali esiste un equivalente/generico per non pagare nulla nel caso di "non sostituibilità"?
La risposta è no perché in questo caso, la scelta di "non sostituibilità" non è dettata da volontà del paziente o motivazioni LASA et simili, ma da una raccomandazione AIFA. I più rodati ricorderanno la famosa "clausola di salvaguardia" che esisteva una volta...

Ora, piuttosto che addentrami per via teorica sui vari casi equivalente/principio attivo/specialità/non sostituibile/ecc..., per rendere le cose semplici affronto ogni singolo caso dal punto di vista pratico.

Ricetta SSN con prescritto il principio attivo/equivalente (es. Levetiracetam 500mg cpr) SENZA "non sostituibile"
In questo caso, il paziente può scegliere di ritirare l'equivalente - e non pagare nulla - o richiedere l'originale (es. Keppra).
Se il paziente vuole l'originale, poichè si tratta di una sua scelta, sceglie anche di pagare la differenza (es. 7.20€ a scatola), quindi PAGA la differenza.
Niente DPC.

Ricetta SSN con prescritto l'originator (es. Keppra 500mg cpr) SENZA "non sostituibile"
Anche in questo caso, il paziente può scegliere di ritirare l'equivalente - e non pagare nulla - o richiedere l'originale (es. Keppra).
Se il paziente vuole l'originale, poichè si tratta di una sua scelta, sceglie anche di pagare la differenza (es. 7.20€ a scatola), quindi PAGA la differenza.
Niente DPC.

Ricetta SSN con prescritto l'originator (es. Keppra 500mg cpr) CON "non sostituibile" (motivato o meno)
In questo caso, il paziente non può scegliere di ritirare l'equivalente - e non pagare nulla, ma è "costretto" a ritirare l'originator che paga.
Visto che non ha scelta, in base a quanto disposto dalla Regione, il farmacista acquista e dispensa il farmaco originale in DPC, senza ritirare alcun importo dal paziente.

Ricetta SSN con prescritto l'equivalente/generico (es. Levetiracetam 500mg cpr) CON "non sostituibile" (motivato o meno)
In questo caso, il paziente non può scegliere ed è "costretto" ad acquistare l'equivalente che già di per se NON paga.
Visto che non paga, il farmacista dispensa l'equivalente in via convenzionata. Se il paziente vuole l'originale, DEVE far cambiare la ricetta dal medico.
Niente DPC.

Identico discorso per i farmaci a base di Topiramato  (es. Topamax).
Coraggio...

5 commenti:

  1. no, per il topmamax è diverso. Il generico è in dpc.
    Wemma

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  2. No, no mi risulta (Reggio Emilia). Il Topiramato è convezionata, non in DPC.

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  3. grazie per il post, sempre interessante.
    a ben vedere quelli dell'emilia romagna sono stati logici creando questo sistema. Mi resta il dubbio, visti gli sviluppi (il punto 4 della comunicazione è fenomenale), dell'utilità della prescrizione per principio attivo. Era meglio prima.
    cordiali saluti eb

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  4. salve colleghi scrivo da piacenza e qui con la dpc sto diventando matto..dal 1 ottobre 2012 keppra e topamax sono in dpc con le medesime procedure; ma la clasusola "non sostibuile" deve essere ben motivata (no m.c.=motivi clinici o vari codici ma delle belle frasi che nessun medico vuole scrivere) e deve esserci una sorta di piano terapeutico, cioè una ricetta bianca del mmg in cui dichiara che pz necessità di tale farmaco, per continuità terapeutica ecc..che prima va timbrata e autorizzata da una farmacia ospedaliera..è cosi anche in altre città emiliane?perchè poi c'è da spiegare tutte queste cose ai pz, che vogliono l'originator e non pagare

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    1. No, da noi (Reggio Emilia) vale solo il discorso del non sostituibile motivato, ma non ci deve essere nessuna "ricetta bianca" del MMG né alcuna autorizzazione della Farmacia ospedaliera.

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