venerdì 21 settembre 2012

Prescrizione veterinaria per principio attivo: guida per il farmacista

Dal 15 Agosto 2012 è entrata in vigore la famosa norma sulla prescrizione per principio attivo (che poi in realtà non è proprio proprio così).
Tale norma si riferisce esplicitamente alle prescrizioni in ambito umano (si parla di medici chirurghi e di prescrizioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale).
Subito alcuni personaggi politici hanno approfittato di questa novità per spararle grosse: perchè non fare lo stesso anche in ambito veterinario? Effettivamente è vero che i farmaci ad uso veterinario sono più costosi dei corrispondenti ad uso umano (confrontando la dose di principio attivo), per una serie di motivi tecnici ma validi che è impensabile spiegare al singolo cittadino che ignora quali siano le leggi che normano il farmaco veterinario.
Quindi, nella testa di chi fa certe proposte, se il veterinario prescrivesse per principio attivo, il farmacista dispenserebbe il "generico/equivalente" a minor costo = risparmio per tutti!!

Ovviamente le cose non stanno così e ancora una volta abbiamo la dimostrazione (casomai non l'avessimo ancora capito) che chi parla NON sa.
Perché ci sono molti problemi alla prescrizione veterinaria per principio attivo che qui sintetizzo subito con un NON SI PUO' FARE! ;-)
Dunque una guida per il farmacista molto semplice :-D
Perché non si può fare? Perché il veterinario non può fare una prescrizione indicando il nome del principio invece che del nome commerciale del farmaco? Eh... perchè la legge non lo consente.
Andiamo per gradi.

Prima di tutto, la norma che regola i farmaci ad uso umano è il DLgs 219/2006, mentre quella che regola i farmaci veterinari è il DLgs 193/2006. Norme diverse per farmaci diversi. E già qui qualche lampadina dovrebbe accendersi...

Secondo, con la prescrizione del principio attivo il farmacista non può capire qual'è la volontà del veterinario, che è l'unica persona che ha il compito di compilare e redigere la prescrizione (ricetta) che il farmacista deve spedire, quando questa è formalmente corretta ed inequivocabile.
Esempio: arriva una ricetta veterinaria (ripetibile, non ripetibile, in triplice, non importa) che prescrive "Desametasone 1mg/ml 50ml". Si va in laboratorio galenico della farmacia (v. dopo) a fare una soluzione? O dispensiamo il farmaco veterinario Voren 1mg/ml 50ml?

Terzo, il farmacista non può dispensare autonomamente un medicinale per uso in deroga dato che tale facoltà è sottoposta (oltre che alle disposizioni della c.d. "cascata") alla sola discrezionalità/responsabilità del veterinario.
Esempio: arriva una ricetta veterinaria (ripetibile, non ripetibile, in triplice, non importa) che prescrive "Amoxicillina + Acido Clavulanico - Somministrare 500mg ogni 12 ore". Preparazione in laboratorio galenico? Dispensiamo il farmaco VETERINARIO Synulox 500 cpr o il farmaco UMANO generico Amoxicillina + Ac. Clavulanico 1g cpr da dividere in 2?

Quarto (c'è anche un quarto? :-P), il farmacista non può dispensare un farmaco a sua scelta contenente il principio attivo indicato perché la normativa veterinaria (art. 78 del DLgs 193/2006) non lo prevede. Infatti si parla esplicitamente  di farmaco generico VETERINARIO.

Quindi, una prescrizione veterinaria per principio attivo che arriva in farmacia è da respingere/buttare?
NO. Infatti, come anticipato, la si può considerare alla stregua di un galenico magistrale, in cui il medico veterinario ha riportato la sostanza (principio attivo) da utilizzare per allestire il medicinale; il farmacista  potrebbe realizzare il medicinale senza alcuna preoccupazione sulla legittimità della prescrizione (quelli sono fatti del veterinario).
Chiaro che il tutto è formalmente accettabile, ma sicuramente, dato il caos e le incertezze di questi tempi, consiglierei di contattare il veterinario per una domandina tipo "Mi conferma che voleva allestissi il farmaco galenico magistrale?".

10 commenti:

  1. Salve dott. Ternielli,urge una sua opinione riguardo alla obbligatorietà o meno di indicare nome cognome del proprietario dell'animale per le RR veterinarie.
    Da quanto ne so io i formalismi obbligatori sono solo data, timbro e firma del veterinario,nome del farmaco con espressa forma farmaceutica,dosaggio e unità posologiche.
    potrebbe indicarmi l'ultima normativa che regola le ricette veterinarie.

    Grazie infinite.

    francesco

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    1. Salve.
      Per le ricette RIPETIBILI VETERINARIE NON è obbligatorio riportare i dati del proprietario, ma è obbligatoria la SPECIE.
      Tutto è contenuto del D. Lgs 193/2006 (gli articoli non li ricordo).

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    2. Peccato che nella legge non venga trattata la ricetta ripetibile veterinaria, o io non l'ho trovata....
      Quindi in questo caso è regolamentata dalla legge precedente?

      Saluti e buone ferie

      Francesco

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    3. Riporto le indicazioni il più preciso possibile.
      "Per la prescrizione dei medicinali da somministrare ad animali non produttori di alimenti per l’uomo è utilizzata la formulazione di ricetta prevista ai sensi dell’articolo 167 del T.U.LL.SS".
      "La ricetta ripetibile di cui all’articolo 76, comma6, ha validità di tre mesi dalla data di rilascio e può essere utilizzata per un massimo di cinque volte. Scaduto il termine,il farmacista ritira la prescrizione”(comma 4 dell’allegato III al D.lgs 193/06)

      Spero di aver aiutato.

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    4. Salve,purtroppo credo ci siano piu interpretazioni per delle "finezze" legislative,la cosa negativa è che le medesime hanno provocato attrito tra me e il mio capo.
      A peggiorare la situazione c'è questa guida che è proprio dell'ordine dove lavoro e che mi ha condannato:

      http://www.fofi.it/ordinefc/doc/documento9898045.pdf

      in siti come wikifederfarma o la guida sul sito fofi danno invece credito alla nostra interpretazione(non obbligatorietà nome e cognome o generalità)

      quanto possono essere considerati attendibili questi siti?
      come si regolerebbe lei?

      come sempre grazie dell'attenzione

      Francesco

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    5. ho un'altra domanda per lei:
      onsior 6 mg gatti va su ricetta in triplice copia se prescritta ad un cane?

      francesco

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    6. Salve. Il fatto che sia da un Ordine, PURTROPPO, non vuol dire.
      Nel mio Ordine anni fa vennero mandate fuori indicazioni errate proprio sulla veterinaria. Siamo uomini, e gli uomini sbagliano.
      Detto questo, per anzianità e affidabilità wikifarma non ha rivali, consiglio anche di leggere il sito FNOVI che ho nei link consigliati: è della Federazione dei Veterinari, credo ci sia una domanda sull'argomento.

      Per l'altro: no, perchè? E' una deroga tra speci nDPA (cane e gatto). Ci vuole RNR singola per gatto, altrettanto RNR singola per cane.
      Ci vorrebbe la triplice se andasse in deroga a animale DPA (es. mucca, ovino)

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    7. anche io pensavo lo stesso x l'onsior ma non ero sicurissimo.

      grazie di tutto, sempre gentilissimo e rapidissimo!!

      francesco

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    8. Prego.
      Confermo da ulteriore controllo quanto detto: anche sul testo di Legislazione della prof. Minghetti vengono analiticamente elencati i requisiti della ricetta ripetibile veterinaria:
      - specie
      - data
      - firma del medico veterinario
      Fine. Niente dati del proprietario.

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  2. Buongiorno, vorrei chiedere informazioni riguardo la possibilità da parte di medici veterinari di prescrivere preparazioni galeniche contenenti principi attivi quali amoxicillina o glucosamina, ecc? Nell'eventualità che sia possibile, posso avere riferimenti normativi in merito?
    E quali formalismi sono richiesti in ricetta?

    Grazie,
    Roberta Urbinati

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