mercoledì 15 agosto 2012

Equivalenti/Generici dopo Spending Review: cosa deve fare il farmacista


La Spending Review è in vigore dal 15 Agosto 2012.

Come ormai tutti i farmacisti sanno, dopo l'approvazione della Spending Review è stato introdotto un (tanto) discusso articolo sugli equivalenti/generici, in particolare sull'obbligo per il medico di indicare il principio attivo in ricetta.
Eh?? Siamo quindi diventati così solerti e innovativi come la Gran Bretagna o l'America dove da innumerevoli anni si prescrive per principio attivo e non per "marchio"?
Freniamo l'entusiasmo e andiamo a vedere come, dopo tutto questo can can, quello che è cambiato è davvero poco... poco... poco... E soprattutto, è come sempre MOLTO BEN INCASINATO.
Innanzitutto, riporto di seguito il testo ufficialmente approvato (al 7 Agosto 2012):
Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti, è tenuto a indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. Il medico ha facoltà di indicare altresì la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione è vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità di cui all'articolo 11, comma 12 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il farmacista comunque si attiene a quanto previsto dal menzionato articolo 11, comma 12.
Cosa significa tutto questo? Cosa è cambiato?
Come detto prima, per il farmacista quasi niente!
Prima di procedere, riscrivo la legge sopra ESPLODENDO alcuni termini:
Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti, è tenuto a indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. Il medico SE VUOLE PUO (ha facoltà di) indicare INOLTRE/ANCHE (altresì) la denominazione di uno specifico medicinale (es. BRANDED) a base dello stesso principio attivo; tale indicazione è vincolante per il farmacista SE/QUANDO (ove) in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità di cui all'articolo 11, comma 12 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Il farmacista comunque si attiene a quanto previsto dal menzionato articolo 11, comma 12.
Vediamo quindi di descrivere la situazione e rispondere a domande tipo: cosa è cambiato con la nuova legge sui generici? Come si effettua la prescrizione di una ricetta con la nuova legge sui generici?

PER IL MEDICO
Innanzitutto, tutto quello segue vale solo per le prescrizioni a carico SSN, fatte cioè su "ricetta rossa"(... è tenuto a indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale ...); per le prescrizioni su "ricetta bianca" (ricettario privato) il medico può continuare a prescrivere come ha sempre fatto (il nome branded del farmaco, marchio o generico) oppure indicare il solo principio attivo puro.
Esempio: in una prima prescrizione di Gentalyn Beta crema, il medico NON ha l'obbligo di indicare in ricetta il principio attivo (Gentamicina e Betametasone), dato che il farmaco è in fasci C, quindi a totale carico del paziente.
Secondariamente, il discorso riguarda solo i farmaci per i quali è SCADUTO il brevetto (cioè dove esiste l'equivalente generico ovvero sono in lista di trasparenza): per gli altri farmaci per i quali il brevetto non è scaduto la "storia" del principio attivo in ricetta NON vale (obbligatoriamente), cioè il medico può continuare a prescrivere il farmaco senza dover indicare il principio attivo (es. Crestor 10mg cpr - 2 scatole).
La legge dice che il medico, quando emette una nuova prescrizione di farmaci per patologie croniche (sono escluse le terapie già in essere) o quando emette una prescrizione di farmaci per terapie non croniche deve indicare in ricetta il principio attivo.
Già così la ricetta è valida, nel senso che anche con il solo principio attivo "puro", ovviamente corredato da dose e quantità, (es. Furosemide CPR 25mg - 2 scatole) il paziente può ritirare il farmaco in farmacia.
Il medico OLTRE ("altresì") al principio attivo PUO' indicare anche il nome di un marchio, da intendersi come ditta di generico (es. Furosemide DOC CPR 25mg) o nome commerciale (Lasix CPR 25mg).
Come sempre, può apporre anche la solita clausola "NON SOSTITUIBILE" (o analogo) per evitare la sostituibilità, cioè per evitare che il farmacista dispensi il farmaco equivalente/generico o un farmaco copia.
Nulla di nuovo: si mette il nome del principio attivo, la specialità, il "non sostituibile". Tutto come si è sempre fatto.
La reale novità è che adesso NON è più sufficiente inserire "NON SOSTITUIBILE" e basta, ma il medico deve riportare obbligatoriamente sulla ricetta anche una "sintetica motivazione".
La domanda per il farmacista sorge spontanea: e se il medico riporta "non sostituibile" SENZA motivazione, il farmacista che fa? Può disattendere l'indicazione?
La risposta può essere SI o NO a seconda dell'interpretazione della legge (v. oltre).

PER IL FARMACISTA
All'atto pratico non cambia nulla rispetto a quello che ha sempre fatto: tolti i casi in cui sulla ricetta è riportata la "non sostituibilità" o nel caso il paziente voglia l'originale, il farmacista dispensa il generico (o analogo farmaco in lista di trasparenza); eventuali differenze di prezzo sono a carico del paziente (come sempre).
Dal punto di vista prettamente tecnico, ad oggi, esistono diverse interpretazioni sull'operatività del farmacista; in attesa di conoscere quella corretta/ufficiale, riporto di seguito quelle più attendibili.

Interpretazione 1 (FEDERFARMA) <- QUELLA DA SEGUIRE
Poiché il farmacista non può capire FORMALMENTE se la ricetta è una "nuova terapia" (e quindi richiedere tutti i formalismi di cui ho scritto sopra) o una "vecchia terapia" (dove es. basterebbe un "non sostituibile" non motivato) il farmacista spedisce SEMPRE QUALUNQUE TIPO DI RICETTA, con o senza principio attivo, con "non sostituibile" o con "non sostituibile motivato", con solo la marca o solo il principio attivo. Non cambia davvero nulla, nulla, nulla.
Per esempi pratici, vedere in fondo al post.
[Commento mio personale: se fosse così, è l'ennesima presa in giro. Si è cambiato tutto per non cambiare niente. Che differenza c'è nello scrivere "Norvasc 10mg cpr" (vecchia prescrizione) e "Amlodipina besilato - Norvasc 10mg cpr" (nuova prescrizione)? Nessuna!!]

Interpretazione 2 (prof. Cini)
La motivazione del "non sostituibile" è sempre obbligatoria (quando il medico vuole farvi ricorso) e, qualora il paziente abbia iniziato la terapia prima dell'entrata in vigore della legge, il medico dovrà indicare in ricetta qualcosa tipo "terapia iniziata precedentemente al ...".
In questo modo il medico è posto nella condizione di motivare seriamente o di dichiarare il falso.
Da questa interpretazione deriva il fatto che se il medico NON riporta una motivazione al "non sostituibile", il farmacista può disattendere tale indicazione ed effettuare, se necessario, la sostituzione con altro farmaco (equivalente/generico o altra marca).
[Commento mio personale: se fosse così, si recepirebbe lo spirito della norma, ovvero quella di favorire la prescrizione per principio attivo, ricorrendo al non sostituibile SOLO SE esistono valide motivazioni terapeutiche]

Al di là dell'interpretazione corretta (quella di FEDERFARMA è quella da seguire al momento), l'unica vera novità per il farmacista è che ora è chiarito che la clausola di "non sostituibilità" vale anche per la ditta di un equivalente/generico, ovvero se il medico indica principio attivo e la ditta dell'equivalente/generico (es. Furosemide DOC CPR) e riporta il "non sostituibile" (motivato o meno a seconda delle interpretazioni), il farmacista è obbligato a dispensare QUELLA SPECIFICA MARCA di equivalente/generico!
Domande sulla "non sostituibilità" della marca di generico/equivalente:
  1. E se QUELLA marca di generico/equivalente non si trova perché irreperibile (es. rottura di stock)?
  2. E se QUELLA marca di generico/equivalente non si trova perché non più esistente?
  3. E se QUELLA marca di generico/equivalente non si trova o non è immediatamente disponibile e c'è urgenza per il paziente e il farmacista ha immediatamente disponibili altre 3-4-5 marche dello STESSO medicinale?
  4. E se il paziente vuole un'altra marca per il motivo XYZ?
Io la soluzione ce l'avrei: mi spiace per i medici che leggono, ma la unica soluzione sarebbe, OGNI VOLTA, rimandare il paziente indietro dal medico a far correggere la ricetta (o le ricette!!). TUTTE LE VOLTE. Credo che quando ci si sarà stancati (il paziente di girare, il medico di rivedere 2-3 volte la stessa persona...) allora si converrà su altre strade...

Termino con alcune considerazioni sparse:
  • Da Marzo 2012, è sparito qualsiasi riferimento all'obbligo per il medico di scrivere sulla ricetta "sostituibile con equivalente/generico". Non esiste più.
  • in base al chiarimento del Ministero della Salute sul concetto di "farmaco equivalente generico" («L'espressione "equivalente generico" deve intendersi riferita a tutti i medicinali che risultino equivalenti a quello specificato dal medico, senza operare alcuna distinzione fra medicinali "con marchio" e medicinali a denominazione generica»), indipendentemente da quello che è prescritto in ricetta (originale o equivalente) e tolto il caso della "non sostituibilità", il paziente può avere qualunque medicinale originale o generico di qualunque marca/ditta purché incluso nella lista di trasparenza AIFA, pagando la differenza nel caso in cui questo medicinale abbia un prezzo superiore a quello di rimborso. In fondo al post ci sono gli esempi chiarificatori.
  • In base a quanto riportato dalla circolare FEDERFARMA 1497/36, non è necessario che il farmacista faccia alcuna dichiarazione sulla ricetta (o retro) quando dispensa un farmaco più costoso. Da molte parti, si consiglia caldamente (almeno per i primi tempi) di fare una dichiarazione sul retro della ricetta quando sulla ricetta è riportato il principio attivo/generico, ma il paziente vuole l'originale. In questo modo si salvaguarda l'immagine della farmacia e del farmacista che potrebbero essere (ingiustamente) accusati di favorire i brand (originali).
  • Sulla querelle degli eccipienti dei generici: tralasciando le spiegazioni di farmacodinamica, farmacoinetica e bioequivalenza (trovate un post sul blog), la "gestione" degli eccipienti è sempre stata storicamente di competenza del farmacista, tant'è che quando ancora si preparavano galenici (farmaci in farmacia) in grande quantità, il medico RARAMENTE indicava gli eccipienti in ricetta, lasciando al farmacista il compito di scegliere tra quelli più corretti, riportando "F.S.A" in fondo alla prescrizione (Fai Secondo Arte).
  • Dall'esperienza in farmacia, sapete qual'è una delle marche di equivalente/generico più prescritte dai medici su ricetta SSN? ABC e ALMUS. Il perchè lo lascio intuire a voi... (ho messo un aiutino :-))
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Di seguito, trovate una tabella riepilogativa [aggiornata al 18 Ottobre 2012] con esempi e casi possibili che si possono presentare in farmacia su ricetta SSN:

Prescrizione: AMLODIPINA BESILATO 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: il farmacista, se il paziente non si oppone, dispensa l'equivalente/generico di AMLODIPINA 10 MG CPR di qualunque marca (purché sia quella che costa meno*); il  paziente può opporsi ed ottenere un farmaco di marca (es. NORVASC), pagando la differenza. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, di marca (es. AMLOPOL) o equivalente/generico (es. RAT), pagando l'eventuale differenza di prezzo.
La legge non lo prevede, ma per ora si consiglia al farmacista di effettuare una dichiarazione sul retro della ricetta nel caso dispensi un medicinale in cui il paziente paga una differenza.

PrescrizioneAMLODIPINA DOC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: consegna AMLODIPINA DOC o di qualunque altra marca  (purché sia quella che costa meno*); il paziente può richiedere di ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, od una specifica marca di generico. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, di marca (es. NORVASC) o altro equivalente/generico (es. RAT), pagando l'eventuale differenza di prezzo.
La legge non lo prevede, ma per ora si consiglia al farmacista di effettuare una dichiarazione sul retro della ricetta nel caso dispensi un medicinale in cui il paziente paga una differenza.

Prescrizione: AMLODIPINA BESILATO - NORVASC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: il farmacista informa il paziente dell'esistenza del generico e se il paziente non si oppone, sostituisce con AMLODIPINA 10 MG CPR di qualunque marca (purché sia quella che costa meno*); il  paziente può opporsi ed ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, di marca (es. AMLOPOL) o equivalente/generico (es. RAT), pagando l'eventuale differenza di prezzo.

Prescrizione: AMLODIPINA BESILATO - NORVASC 10 MG CPR “non sostituibile motivato”
Comportamento del farmacista: il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente il NORVASC ed il paziente è obbligato a pagare la differenza di prezzo. Se il paziente vuole il generico o altro farmaco o non vuole pagare la differenza di prezzo DEVE far correggere la ricetta dal medico.

PrescrizioneAMLODIPINA BESILATO - AMLODIPINA DOC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: consegna AMLODIPINA DOC o di qualunque altra marca  (purché sia quella che costa meno*); il paziente può richiedere di ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, od una specifica marca di generico. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, di marca (es. NORVASC) o altro equivalente/generico (es. RAT), pagando l'eventuale differenza di prezzo.
La legge non lo prevede, ma per ora si consiglia al farmacista di effettuare una dichiarazione sul retro della ricetta nel caso dispensi un medicinale in cui il paziente paga una differenza.

PrescrizioneAMLODIPINA BESILATO - AMLODIPINA DOC 10 MG CPR “non sostituibile motivato”
Comportamento del farmacista: il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente l'AMLODIPINA DOC; non può consegnare né il NORVASC né un’altra marca di equivalente/generico. Se il paziente vuole il generico di altra marca o farmaco originator, DEVE far correggere la ricetta dal medico.

PrescrizioneNORVASC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: il farmacista spedisce la ricetta in quanto "vecchia prescrizione". Informa il paziente dell'esistenza del generico e se il paziente non si oppone, dispensa l'equivalente/generico di AMLODIPINA 10 MG CPR di qualunque marca (purché sia quella che costa meno*); il  paziente può opporsi ed ottenere un farmaco di marca (es. NORVASC), pagando la differenza. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, di marca (es. AMLOPOL) o equivalente/generico (es. RAT), pagando l'eventuale differenza di prezzo.

PrescrizioneNORVASC 10 MG CPR “non sostituibile” [senza motivazione]
Comportamento del farmacistail farmacista spedisce la ricetta in quanto "vecchia prescrizione" (non c'è il principio attivo in ricetta). Il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente il NORVASC ed il paziente è obbligato a pagare la differenza di prezzo. Se il paziente vuole il generico o altro farmaco o non vuole pagare la differenza di prezzo DEVE far correggere la ricetta dal medico.

PrescrizioneNORVASC 10 MG CPR “non sostituibile motivato”
Comportamento del farmacistail farmacista spedisce la ricetta in quanto "vecchia prescrizione" (non c'è il principio attivo in ricetta). Anche se il non sostituibile è motivato (il che farebbe pensare alla nuova norma e quindi la necessità per il medico di indicare il principio attivo), si considera la motivazione un "eccesso di zelo", ovvero che il medico nel redigere una terapia già in atto, motiva il non sostituibile.
Il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente il NORVASC ed il paziente è obbligato a pagare la differenza di prezzo. Se il paziente vuole il generico o altro farmaco o non vuole pagare la differenza di prezzo DEVE far correggere la ricetta dal medico.

PrescrizioneAMLODIPINA BESILATO - AMLODIPINA DOC 10 MG CPR “non sostituibile” [senza motivazione]
Comportamento del farmacistaanche se la motivazione non c'è, il farmacista NON può disattendere l'indicazione del medico (stando a quanto chiarito dal ministero v. dopo) poichè non può sapere se è una nuova o vecchia prescrizione.
Il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente AMLODIPINA DOC (ed il paziente è obbligato a pagare la differenza di prezzo se presente). Se il paziente vuole altro generico o altro farmaco, DEVE far correggere la ricetta dal medico

Prescrizione: ROSUVASTATINA 10 MG 28 CPR
Comportamento del farmacista: si tratta della prescrizione per principio attivo di un farmaco di cui ancora non è scaduto il brevetto e di conseguenza non esiste il generico/equivalente.
I
l farmacista chiede al paziente se ha giò utilizzato il medicinale. In caso di risposta affermativa, dispensa il medicinale della marca corrispondente (Crestor, Provisacor o Simestat); se il paziente non ha mai utilizzato il medicinale, il farmacista sceglie una delle 3 marche (es. Crestor) e lo dispensa al paziente.

* se ci sono generici/equivalenti che pagano e altri che non pagano (o alcuni che costano di più e altri meno), il farmacista DEVE dare quelli che non pagano la "differenza" o costano meno.

Nota: alcuni giornali (testate giornalistiche cartacee e online) hanno ERRONEAMENTE scritto che il medico , a partire dal 15 Agosto 2012, deve scrivere il principio attivo sempre e comunque (errore 1) e ricorrere al non sostituibile SOLO quando indicano il nome commerciale di un farmaco (errore 2). Inoltre hanno scatenato un terrorismo mediatico dicendo che anche le "vecchie" prescrizioni saranno tutte riconvertite al principio attivo (errore 3).
Se state leggendo queste righe, avrete sicuramente compreso la norma e tutta l'analisi, do per scontato che abbiate dunque capito :)

Alcune precisazioni Ministeriali sono disponibili direttamente sul sito del MinSal. Di rilevante (come detto nei commenti sotto), c'è il fatto che SEMBRA che il farmacista, anche se sulla ricetta è riportato un generico di marca (es. Furosemide DOC) SENZA "NON SOSTITUIBILE", deve comunque consegnare il farmaco di quella marca SE non è disponibile un equivalente a prezzo più basso.
Fortunatamente, è un'interpreazione forzata che non tiene conto ne del fatto che la volontà del paziente (in assenza di non sostituibile) è sovrana, ne che il testo non ha alcun valore di legge.

Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2012

24 commenti:

  1. Complimenti per il dettagliato e motivato post.

    Convengo completamente con il tuo parere circa l'ennesima presa in giro agli italiani.

    buon lavoro!

    Alf DS

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  2. Bel lavoro, scorrevole e dettagliato quanto basta.
    Direi solo che non concordo su questa frase: "l'unica vera novità per il farmacista è che ora è chiarito che la clausola di "non sostituibilità" vale anche per la ditta di un equivalente/generico", perché questo ERA POSSIBILE ANCHE PRIMA, sebbene di uso non frequentissimo...

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    1. Salve.
      Prima di tutto grazie :)
      Per il secondo, ho avuto modo di appurare che varia regione a regione.
      Es. in Emilia Romagna, l'indicazione di non sostituibile per la ditta di equivalente NON ha mai avuto valore: il farmacista ha sempre potuto dispensare un altra marca senza problemi.
      In Toscana invece no.

      E non è neanche detto che le singole regioni intervengano in questa "nuova" legge... Mi sa che dovrò mettere "salvo disposizioni regionali..." :))

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  3. in pratica serve solo per aumentare il consumo dei generici. non vedo altro motivo, visto e considerato che il Ssn rimborsava già il prezzo di riferimento, che il più delle volte corrispondeva a quello del generico, e il resto era a carico dell'assistito.

    fb.

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    1. No, c'è ben altro.
      A parte il risparmio immediato del cittadino (ma non è lo scopo della legge, che si rivolge solo alla prescrizione SSN), la cosa a cui si punta sono i VOLUMI!
      Tra un po' uscirà un altro articolo MOOOLTO corposo sui generici, in cui sarà trattato anche questo argomento.

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    2. Salve, dunque se ho ben capito: il medico appone la dicitura "Non sostituibile". In questo caso l'assistito paga la differenza comunque??Saluti, Salvatore

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    3. Salve.
      Sono 2 cose diverse.
      Il non sostituibile impone la dispensazione di quel dato medicinale.
      Se su questo medicinale c'è da pagare una differenza (tra prezzo dell'originator e generico) il paziente è OBBLIGATO a pagarla.
      Il non sostituibile non esenta da nulla.

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    4. Marco scusa, quindi se uno specialista mi prescrive un dato farmaco ( generico ) una volta arrivati dal medico di famiglia per farmi fare la ricetta rossa,
      lui: può scrivere il principio attivo con accanto il nome del generico suggerito dallo specialista? O deve attendersi a scrivere solo il principio attivo?
      E il farmacista è tenuto a darmi quel generico o può cambiarlo con un altro generico ( ipotizziamo che entrambi abbiano lo stesso prezzo 0 €)
      In fine ma questa legge è già in vigore? Perché il mio medico continua a scrivere solo il nome del farmaco ( senza indicare il principio attivo )
      Grazie e complimenti... Utilissimo link

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    5. Il medico (essendo la prima volta di utilizzo del farmaco) DEVE scrivere il principio attivo, ma poi nulla vieta che riporti anche il nome della marca.
      Il farmacista non è tenuto a nulla: dispensa il generico A o il generico B o l'originale a seconda di cosa vuole il paziente (salvo che il medico non abbia indicato "non sostituibile")
      Si, la legge è in vigore dal 15 Agosto, ma c'è una deroga speciale x i medici di 30 giorni; poi, le VECCHI prescrizioni possono essere redatte "alla vecchia maniera".
      Prego :)

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  4. Quindi se è il farmacista a dispensare il Generico A o B e se il medico di famiglia puo' scrive anche solo il p.a. Devo essere io a portarmi dietro la ricetta in bianco fatta dallo specialista e richiedere quel dato Generico. Ho capito bene?
    Ps: considerazione personale
    Ma se sono io a decidere quale farmaco voglio prendere e se scelgo quello di un prezzo maggiore al generico lo pago io... Ma che l'hanno fatta a fare sta legge??

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    1. No, il medico di famiglia deve scrivere il principio attivo, ma poi può indicare la marca (es. EG, TEVA) o il nome commerciale.
      ATTENZIONE: queste 2 indicazioni (ditta del generico o nome commerciale) NON sono vincolanti per il farmacista (che x esempio può dispensare generico SAN) a meno che il medico non riporti NON SOSTITUIBILE.
      In ogni caso, tranne nel caso del NON sostituibile, il paziente può chiedere qualsiasi marca/ditta di generico, pagando eventuali sovrapprezzi se il farmaco costa di più.
      Questa legge è stata fatta praticamente x niente... ha rimescolato quello che c'era prima... e tutto è rimasto come prima (solo che adesso il medico deve scrivere il principio attivo).

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  5. Ma ho letto che la nuova legge riguarda le prescrizione di farmaci per patologie croniche... Quindi per un banale ascesso.. Il medico prescrive l'antibiotico che ritiene più efficace indicando il nome del farmaco??

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    1. No, si tratta di imprecisioni giornalistiche di chi non è del mestiere.
      La legge recita (testualmente): "Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, OPPURE per un nuovo episodio di patologia non cronica".
      Quindi sono incluse sia le croniche che NON croniche, purchè siano NUOVI trattamenti.
      Ergo, x un antibiotico da prescrivere (SE di esso esiste un equivalente), il medico deve indicare il principio attivo ed EVENTUALMENTE anche una marca.
      C'è scritto tutto nell'articolo nella parte "Per il Medico".

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  6. Complicazioni affari semplici....fatto sta che in un modo o nell'altro a parte il valore economico della riforma, il paziente dovrebbe destreggiarsi tra 'generico' e non, conoscendo le differenze di uno o dell'altro, gli effetti sulla nostra salute e avere almeno le idee chiare quando fa una scelta responsabile.
    Siamo abituati al sistema 'causa- effetto' quindi ho un disturbo e il medico mi prescrive un farmaco e a volte si ha l' impressione che molti disturbi sono stati codificati sulla base Dell uscita sul mercato di nuovi miracolosi farmaci e per ogni disturbo, sintomo, malessere o che so io esistono almeno 3 o 4 farmaci di marche differenti.....la verità e' che il sistema sanitario in quanto a farmaci e' una giungla di business sulla nostra salute e che la maggior parte delle volte basterebbe lasciare il corpo fare il suo dovere senza ingurgitare chimica su chimica! Non e' d'accordo con me almeno in parte? Siamo o no schiavi delle medicine e di conseguenza delle multinazionali?

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    1. In un certo senso è davvero così: spesso quando esce un farmaco nuovo si grida al miracolo, salvo poi scoprire che i problemi che causano possono essere davvero seri (uno su tutti, il caso dei COX2 selettivi).
      Il Sistema Sanitario vive su un delicato equilibrio tra libero mercato (non posso imporre ad una ditta come comportarsi) e tutela della salute pubblica.
      Come dico sempre, le multinazionali sono industrie e come tali hanno (giustamente?) un obiettivo principale: il profitto.
      E questo spiega le tante marche, il perchè dei farmaci orfani, l'assenza di farmaci x determinate patologie, ecc...
      E poi ci siamo noi, pazienti, che cerchiamo disperatamente un Moment x il mal di testa...

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  7. Premessa: complimenti per il blog, spiegazioni ampie ed articolate!
    Chiarimento sulle precisazioni su nuove modalità prescrittive presenti nella pagina "http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=348" nel paragrafo ADEMPIMENTI DEL FARMACISTA sezione B.

    - Seguendo quell'indicazione, il farmacista, in presenza di una ricetta come nel precedente esempio "AMLODIPINA BESILATO - AMLODIPINA DOC 10 MG CPR", è tenuto (quindi deve) fornire il farmaco della specifica ditta di generici e non altri, poichè non ci sono equivalenti a minor costo (costano tutti uguale)?
    - Se fornisce un farmaco di una ditta di generici diversa, ma con eguale costo, oltre ad informare il paziente deve apporre indicazioni dietro la ricetta?
    - Inoltre, esistono i casi di generici con costi differenti?

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    1. Ciao e grazie :)
      Sembrerebbe effettivamente così, ma bisogna valutare 3 cose:
      - il fatto che NON ci sia "non sostituibile" non vincola in assoluto il farmacista
      - può esse che il paziente voglia un'altra marca, e non essendo "NS" il farmacista è legittimato.
      - LA REGIONE!! :) conta molto cosa decide l'SSR. (v. dopo)

      Verrebbe da dire che nel caso dispensi generico di ditta diversa, una dichiarazione sarebbe tranquillizzane per il farmacista, MA una regione può anche accettare (ed è il caso dell'Emilia Romagna) che NON ci voglia alcuna dichiarazione per non appesantire il lavoro (cosa incredibile, detta da una Regione ;)).

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    2. Ho dimenticato un pezzo ;)
      (parentesi, ho aggiornato un esempio del blog in base a questa cosa).
      Si, alcuni casi ci sono:
      C'è stata la CETIRIZINA SAN che pagava fino a 20-30 giorni fa circa 1,25€ (ora è allineata).
      C'è il CALCIUM Sandoz (non un vero proprio generico "puro") che paga 2,67€ m mentre il generico nulla.
      Poi, la fascia C (a pagamento) è piena di casi :)

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  8. Salve, mi si perdoni se la domanda è stupida, ma io non ho capito cosa succede nel caso in cui non ci sia il generico: ad esempio, se il medico prescrive principio attivo + branded e il farmacista dà direttamente il branded perché l'equivalente non c'è, il paziente è tenuto a pagare la differenza? Io assumo abitualmente 4 farmaci, dei quali solo di 1 esiste il generico (Norvasc, p.a. amplodipina), mentre per gli altri mi viene detto che non esiste. Non mi pare giusto dover pagare la differenza, ma tant'è...

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    1. Mi riporti i nomi dei farmaci, così posso essere preciso.
      Premesso che non parliamo del ticket, la "differenza" esiste (TEORICAMENTE) SOLO ed ESCLUSIVAMENTE per i farmaci di cui è scaduto il brevetto e di cui esiste l'equivalente.
      2 anni fa però, il Ministero della Salute (l'AIFA per la precisione) ha forzatamente abbassato i prezzi di rimborso dei farmaci, per cui anche su alcuni generici (che non avevano più il prezzo di rimborso allineato) sono "apparse" delle differenze. Rispetto a cosa? A nulla, si pagano poiché + non esiste il generico del generico...
      La cosa è più tecnica da spiegare, spero di aver dato un'idea.
      Comunque se mi da i nomi dei farmaci saprò dirle di più.

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  9. Salve, vorrei sapere se il medico prescrive crestor 10 mg, il farmacista può dispensare simestat 10 mg, perchè è sprovvisto del crestor?
    Grazie per la risposta!

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    1. Si, secondo quanto indicato nella CONVENZIONE SSN (scaduta da quasi 15 anni ormai), in caso di necessità e urgenza il farmacista (DICHIARANDO SUL RETRO della ricetta) può sostituire un farmaco con un altro avente uguale composizione quali quantitativa e avente lo tesso prezzo.
      Ovviamente, necessità e urgenza configurano un a possibilità d'uso limitato: se tutti i giorni si sostituisce... (a meno che il crestor non sia reperibile nel normale torrente distributivo).

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  10. Ciao, riguardo all'ultimo esempio sulla rosuvastatina, e data la difficoltà di repereire sempre grossi quantitativi di uno dei tre brand, ti chiedo se è corretta la dispensazione di un brand piuttosto che un altro. Esempio: Se il medico prescrive semplicemente Crestor 10 mg, io posso dispensare Provisacor 10 mg per indisponibilità del primo, in accordo con il paziente? Grazie

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  11. Scusa, non avevo letto l'ultima domanda in cui sei stato esaustivo in merito. In aggiunta, approfitto per chiederti se è possibile la dispensazione di 2 equivalenti di ditta diversa sulla stessa ricetta qualora avessi a disposizione solo 1 pezzo per tipo e il paziente non voglia tornare a ritirare la seconda confezione. Grazie ancora

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