martedì 17 aprile 2012

Ricetta SSN: trattarla come una ricetta bianca

Creo il post da una mail che ho ricevuto. Sono domande semplici, ma un ripassino non fa mai male. Sia per i neolaureati che per i più "rodati". :)
Relativamente alle ricette "rosse" del SSN quando usate per prescrivere farmaci di fascia C:- Nel caso prescrivano farmaci soggetti a ricetta ripetibile, quanto durano? I 6 mesi della ripetibile solita o 30 giorni?- Si dispensano solo le scatole o la scatola indicata, oppure rimane ripetibile 10 volte?- Dopodiché si restituisce la ricetta, timbrata e con il prezzo?- Il primo timbro va fatto nell'apposito spazio, il prezzo dove si annota solitamente? Vicino al timbro, o in fondo dove c'è scritto "Altro"? Relativamente agli eventuali 9 timbri successivi, dove vanno fatti?- Nel caso si prescrivano farmaci soggetti a ricetta non ripetibile, durano 30 giorni escluso quello di emissione, la ritiro, conservo 6 mesi e poi me ne sbarazzo?- Ed in ogni caso, dei fustelli me ne disinteresso completamente, esatto?
Concetto generale da cui dipendono tutti i discorsi di questo post: nel momento in cui la ricetta SSN viene usata dal medico per la prescrizione di farmaci in fascia C (a pagamento), di fatto si "trasforma" in una normalissima ricetta bianca.
Detto in altro modo, la ricetta SSN non è nient'altro che un modello prestampato, che ha un suo colore (rosso), una sua grafica e una sua funzione, cioè di permettere la spedizione di farmaci in convenzione con l'SSN tramite l'apposizione delle fustelle del farmaco.
Se però il medico (per qualsiasi motivo, es. mancanza del ricettario privato unito all'impellente necessità di redigere una prescrizione) vuole utilizzarla come ricetta bianca, nulla lo vieta: semplicemente il farmacista si trova in mano un modello colorato di ricetta, con dei campi precompilati che non hanno alcun interesse dato che è il farmaco che determina il tipo di ricetta (la semplifico così, via; non è vero al 100%, ma al 99.9%) e da qui i formalismi ad essa connessi.
Insomma, è una ricetta bianca "colorata" e con una grafica, niente di più.

Compreso quanto scritto sopra, si spiegano le risposte che riporto sotto.

Nel caso prescrivano farmaci soggetti a ricetta ripetibile, quanto durano le ricette SSN? I 6 mesi della ripetibile solita o 30 giorni?
Poiché è una ricetta ripetibile, la validità è 6 mesi.

Si dispensano solo le scatole o la scatola indicata, oppure rimane ripetibile 10 volte?
Si dispensa il numero di scatole indicate dal medico. Come dice la Farmacopea, "l'indicazione di un numero superiore all'unità ne esclude la ripetibilità". Cosa vuol dire?
Se il medico ha indicato 1 confezione (o non indica nulla, riportando solo il nome del farmaco), la ricetta è ripetibile fino a 10 confezioni.
Se il medico indica un numero superiore a 1 (es. 2, 3, 5, 6 confezioni), la ricetta è ripetibile (nel corso dei 6 mesi) fino a quel numero di confezioni, dopodiché non è più valida.

Dopodiché si restituisce la ricetta, timbrata e con il prezzo?
Si, dato che la ricetta ripetibile è sempre di proprietà del paziente, eccezion fatta per la ricetta ripetibile veterinaria, ma questa è un'altra storia (cercate nel blog, ho trattato l'argomento in passato).

Il primo timbro va fatto nell' apposito spazio, il prezzo dove si annota solitamente? Vicino al timbro, o in fondo dove c'è scritto "Altro"? Relativamente agli eventuali 9 timbri successivi, dove vanno fatti? 
Come detto all'inizio, qualsiasi casella presente sul modello della ricetta non ha più alcun significato, quindi il farmacista riporta timbro e prezzo in qualsiasi punto della ricetta. QUALSIASI.
Lo spazio dedicato al timbro è da utilizzare quando la ricetta viene spedita a carico SSN per permetterne la lettura ottica.

Nel caso si prescrivano farmaci soggetti a ricetta non ripetibile, durano 30 giorni escluso quello di emissione, la ritiro, conservo 6 mesi e poi me ne sbarazzo?
Poiché è il farmaco che determina la validità della ricetta, la risposta è SI, la ricetta vale 30 giorni dato che è "non ripetibile" e segue tutti i dettami delle normali ricette "non ripetibili" ad uso umano: si conserva per 6 mesi e poi si distrugge in maniera efficace in base alla Legge sulla privacy.

Ed in ogni caso, dei fustelli me ne disinteresso completamente, esatto?
Si, di fustelli, in tutto questo discorso, non se ne vede neppure uno.

Carino questo modo di fare un post, alla maniera di "botta e risposta". Può andare?

4 commenti:

  1. Non ho trovato post che ne parlassero, e allora chiedo in questo che mi sembra il più attinente. Nella mia brevissima carriera mi è capitato più volte di dispensare farmaci con ricette ripetibili, sulle quali viene chiesto a me e ai miei colleghi di spillare con la pinzatrice lo scontrino. Mi pare ovvio che anche in questi casi mi tocca adempiere ai formalismi (timbro e data e prezzo) tuttavia spesso mi pare inutile in virtù della presenza comunque dell'intestazione della farmacia, della data e del prezzo praticato già apposte sullo scontrino. Dunque mi chiedo: se non adempissimo ai formalismi spillando lo scontrino sempre cosa accadrebbe?

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    1. Curiosa domanda.
      Uno scontrino tuttavia, rappresenta un documento fiscale a parte, non integrante della ricetta e che quindi non sostituisce timbro, (data quando serve) e prezzo praticato.
      Formalmente la sanzione è la mancata spedizione della ricetta; la gravità dipende dal tipo di farmaco contenuto nella ricetta (se soggetto a RR o RNR o se stupefacente).
      Ricordo anche di una sentenza del Consiglio di Stato che aveva assolto un farmacista che non aveva apposto il prezzo su ricette non ripetibili... ma il timbro ci voleva...

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    2. Certamente lo scontrino rappresenta un documento fiscale a se, ma è pur vero che apponendolo in modo semi-permanente alla ricetta ne diventa parte integrante. Di fatto quello che succede è che ci troviamo di fronte a ricette tappezzate di scontrini (s'immagini fogli 15x20 con 8-9 scontrini), timbrature e apposizioni, sulle quali non è possibile mettere nemmeno la punta della penna. In ogni caso la legge è legge e ci tocca fare i professionisti fino in fondo (visto che qualcuno ci chiama "commessi"). La ringrazio per la risposta ma soprattutto per aver trovato la mia domanda curiosa.

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    3. Capisco il problema dello spazio, ma quelli sono problemi "logistici" che non hanno nessuna valenza dal punto di vista giuridico.

      Cosa succede nel momento in cui stacco tutti gli scontrini dalla ricetta? La ricetta "riacquista" ripetibilità?
      Inoltre, PER LEGGE il farmacista deve OBBLIGATORIAMENTE apporre il timbro che ne attesta la spedizione. E lo scontrino non è un timbro, nonostante ecc... ecc...

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