giovedì 5 aprile 2012

Appropriatezza prescrittiva stupefacenti: a chi il compito?

Per l'argomento di oggi, prendo spunto dalla seguente domanda postami (in un post... a posteriori... :)) nei commenti:
In merito alle Ricette Ministeriali a Ricalco [RMR, ndr] il farmacista, oltre a controllare che la terapia prescritta non superi i 30 giorni, è anche tenuto a controllare che la posologia riportata in ricetta sia corrispondente a quella indica nella scheda tecnica del farmaco?Esempio: viene prescritta una sola scatola di farmaco stupefacente XYZ [in sezione A, ndr] al dosaggio piu basso con posologia di "una fiala ogni 14 giorni", ma la scheda tecnica riporta "una fiala ogni 21 giorni".
In pratica: quando la posologia dello stupefacente in sezione A (es. Morfina iniettabile, Ritalin, ecc...), pur rientrando all'interno dei 30 giorni di terapia, supera o comunque non corrisponde ai limiti imposti dal foglietto illustrativo (o RCP, Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto), il farmacista può/deve spedire la ricetta o no?

La questione che si pone è la seguente: rientra nei compiti del farmacista accertarsi che la prescrizione NON sia OFF-LABEL, ovvero al di fuori delle indicazioni terapeutiche o dei tempi e modi di somministrazioni contenute nell'RCP?
Se la risposta alla domanda sopra è positiva, il farmacista deve sapere che il farmaco non può essere dispensato a carico SSN, ma solo pagamento (in quanto la prescrizione OFF-LABEL non può essere posta a carico dell'SSN).

Il caso della morfina iniettabile necessita un discorso a parte, rispetto agli altri farmaci stupefacenti in sezione A.
Nell'ultimo aggiornamento della FUI XII (il Supplemento del 2010), precisamente nella Tabella 8, in alcune voci elencate in tabella sono riportati degli asterischi per alcune sostanze, tra cui la  "morfina cloridrato" (il sale utilizzato nelle fiale iniettabili).
All'asterisco corrisponde una nota in calce in cui è riportato che le posologie e dosi della morfina sono indicative in quanto rientranti nel trattamento del dolore secondo le linee guida OMS. La questione dell'appropriatezza prescrittiva quindi non si pone.

Per gli altri farmaci stupefacenti in sez. A segue questo discorso.
Non per lavarsi le mani, ma al farmacista non è richiesto (non rientra nei suoi compiti) il controllo della corrispondenza tra le dosi riportate nel foglietto illustrativo e quelle prescritte dal medico; è piuttosto il medico che prescrive secondo scienza e coscienza a doverle rispettare.
Se il medico non lo fa, cioè non rispetta in modi e tempi di somministrazione previsti dal medicinale, il farmacista non può sindacare la prescrizione in quanto il suo compito è accertarsi della correttezza formale della ricetta e degli obblighi ad essa connessi (tra i quali non rientra il controllo della corrispondenza delle dosi conl'RCP).
E' del medico, quindi, attenersi ai tempi e modi di somministrazione, in quella che si chiama appropriatezza prescrittiva.

DEONTOLOGICAMENTE parlando, il farmacista può invece decidere di contattare il medico per chiedere conferma delle intenzioni e, se il medico conferma, spedire la ricetta senza ulteriori indugi o remore.

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