lunedì 6 maggio 2013

Farmaci soggetti a ricetta limitativa: come dispensarli

I farmaci soggetti a ricetta limitativa, come molti sanno, si dividono in 3 categorie:
  1. medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero (sono i farmaci classificati OSP)
  2. medicinali vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti
  3. medicinali utilizzabili esclusivamente dallo specialista in ambulatorio (non ci interessano)
In questo articolo parleremo della dispensazione in farmacia dei farmaci al punto 2.
Sono tutti quei farmaci che possono essere prescritti solo da medici che possiedono la specializzazione (o una delle specializzazioni) richiesta/e dall'AIC del farmaco OPPURE da centri Ospedalieri.
Nel primo caso, nel momento in cui viene data l'autorizzazione ad un medicinale soggetto a ricetta limitativa, viene anche specificata la/e specializzazione/i richiesta per la prescrizione. Esempio: il farmaco Kayexalate riporta che la prescrizione può essere effettuata da medici con specializzazione in medicina interna, nefrologia o cardiologia).
Ci sono però delle eccezioni: alcuni farmaci sono soggetti a Ricetta Limitativa, ma non è indicata la specializzazione richiesta. Che fa il farmacista?
Il farmacista si assicura che il medico che prescrive sia almeno uno specialista (in qualcosa) e dispensa il farmaco; infatti non è compito del farmacista questionare sul fatto che la specializzazione del medico (es. ginecologia piuttosto che endocrinologia, cardiologia piuttosto che pneumologia) sia corrispondente o meno alla patologia per cui è indicato il farmaco.

Ultima cosa da chiarire bene: ricetta limitativa indica solo che la prescrizione deve avvenire sempre* per mano di uno specialista (v. avanti), ma non dice nulla relativamente al tipo di ricetta richiesta.
Infatti, una ricetta limitativa può essere:
  • ripetibile (Ricetta Ripetibile Limitativa), 6 mesi di validità per un massimo di 10 scatole.
  • non ripetibile (Ricetta Non Ripetibile Limitativa), 30 giorni di validità per il numero di confezioni indicato dal medico
Chiarito questo concetto, proseguiamo. Organizzerò i vari punti focali con il metodo "Domanda & Risposta".

Sulla ricetta che prescrive il farmaco soggetto a ricetta limitativa, deve essere sempre riportata la specializzazione del medico?
Sarebbe bene, ma non è strettamente obbligatorio. Il farmacista ha di fatto il divieto di vendere farmaci soggetti a ricetta limitativa se la prescrizione non proviene da specialisti o centri ospedalieri, ma non è espressamente previsto che sulla ricetta debba essere riportata la specializzazione.
In sostanza, il farmacista deve sempre essere certo che il medico che ha redatto la ricetta sia uno specialista; come fare a saperlo? O è riportato nel timbro del medico, o sulla carta intestata o il farmacista contatta l'Ordine dei Medici per chiedere chiarimenti o (visto che siamo nel 2013, epoca dei computer e Internet) utilizza l'anagrafica online dei Medici (il sito della FNOMCEO) in cui può controllare in tempo reale se una persona è un Medico Chirurgo iscritto all'Albo e quale specializzazione possiede.

Quando si vende a pagamento (c.d "ricetta bianca") un farmaco soggetto a ricetta limitativa, la ricetta può essere redatta anche da un medico non specialista?
No, il fatto che il paziente sia disposto a pagare il medicinale non esula dal fatto che la prescrizione debba essere sempre redatta da uno specialista o da un centro autorizzato.
Semmai può avvenire il contrario, ovvero che un medico NON specialista può prescrivere a carico SSN un farmaco soggetto a ricetta limitativa (v. dopo).
Quindi, un medico di base senza specializzazioni o con una specializzazione diversa da quella richiesta, non può mai prescrivere su ricettario privato (a pagamento, ricetta c.d. "bianca") un farmaco soggetto a ricetta limitativa.

Un medico di base senza specializzazioni o con una specializzazione diversa da quella richiesta, può prescrivere, su ricetta SSN, un medicinale soggetto a ricetta limitativa?
Si e No. Dipende.
Per poter rispondere è necessario introdurre il Piano Terapeutico.
Infatti un farmaco soggetto a ricetta limitativa può essere soggetto a Piano Terapeutico (es. Reminyl) oppure no (es. Kayexalate).
Il Piano Terapeutico (PT) viene redatto dallo specialista che indica (tra le altre cose) la durata del trattamento con il farmaco. Per questo motivo, se un farmaco limitativo è soggetto a PT, il medico di base, una volta visionato il PT in corso di validità, può redigere la ricetta SSN per la prosecuzione cura.
Se invece il medicinale limitativo NON è soggetto a PT, il medico di base non specialista NON può trascrivere il medicinale su ricetta per dare continuità (chiarimento AIFA del 17.10.2008): la ricetta SSN di quel medicinale può essere redatta solo ed unicamente dallo specialista.
Domanda: nel primo caso, il farmacista deve visionare il PT?
Risposta: NO, dà per scontato che se il medico ha redatto la ricetta, vuol dire che ha visionato il PT, quindi dispensa il farmaco senza problemi. Se non è così (il medico di base non specialista ha prescritto di sua iniziativa un farmaco soggetto a ricetta limitativa), sarà l'AUSL con i controlli a rivalersi sul medico...

Una ricetta che prescrive un farmaco soggetto a ricetta limitativa e che proviene da un centro Ospedaliero, può essere  sempre spedita?
Ni.
Il fatto che la prescrizione provenga da un centro Ospedaliero non esclude il fatto che il medico che firma la prescrizione sia uno specialista (tenendo conto di tutto quello detto finora), quindi il farmacista deve assicurarsi che il medico operante nella struttura sia comunque uno specialista (con le metodiche descritte prima).
Chiarisco infine che il riferimento della norma che ritiene valida come provenienza della prescrizione i "centri Ospedalieri (autorizzati)" si riferisce all'emissione del Piano Terapeutico (altrimenti qualunque centro in cui opera uno specialista potrebbe emettere Piani Terapeutici).
D'altro canto (il "ni"), un medico NON specialista o specializzato in disciplina diversa da quella indicata per il farmaco, ma che lavora presso un centro Ospedaliero, può prescrivere direttamente il farmaco (indipendentemente che richieda Piano Terapeutico o meno). Es. un diabetologo che lavora presso un Ospedale può prescrivere un farmaco soggetto a ricetta limitativa - neurologo.

In sede di controllo, come faccio a dimostrare di aver ceduto a pagamento un farmaco soggetto a ricetta ripetibile limitativa (esempio Aldara® crema) in presenza di ricetta, cioè che la ricetta ci fosse davvero e fosse redatta da un medico specialista abilitato? Devo fare una fotocopia all'atto della dispensazione?
"Assolutamente NO" è la risposta all'ultima domanda. Nessun fotocopia è dovuta o prevista.
La risposta alla prima domanda è: "non lo puoi e non lo devi dimostrare" (da quel punto di vista). La dimostrazione, semmai è la PROFESSIONALITA' e BUONA FEDE del Farmacista, che in quanto operatore sanitario e professionista abilitato, dispensa il medicinale solo se (nel caso in esame)
1. è presente una ricetta medica
2. la ricetta medica è formalmente valida
3. il medico che prescrive è abilitato a farlo (su come capirlo, v. punti precedenti).
Nessuno chiede al farmacista, che so, di dimostrare che il Gentalyn® Crema dispensato con ricetta medica ripetibile (e quindi restituita al paziente) fosse prescritto correttamente (es. sulla ricetta c'era la firma del medico?).
L'unico modo per contestare la validità di una ricetta ripetibile limitativa è "fermare" il paziente in farmacia al termine della vendita e constatare immediatamente la liceità o meno della ricetta.
Altrimenti, lo ripeto, se io farmacista ho venduto il farmaco, vuol dire che posso/potevo farlo.

Articolo aggiornato e ripubblicato il 06 Maggio 2013

6 commenti:

  1. Consiglio di seguire il Dott. Marco Ternelli anche qui:
    http://www.farmacistionline.net/farmaci-soggetti-a-ricetta-limitativa-come-dispensarli/

    RispondiElimina
  2. A partire dal 24 maggio 2013 è stato soppresso il PT per gli antipsicotici atipici.
    Questo crea qualche problema ai pazienti in terapia con clozapina che, con cadenza mensile, dovranno avere la prescrizione direttamente da uno psichiatra o da un neuropsichiatra. Nei centri di salute mentale spesso operano medici che non hanno la specifica specializzazione, costoro possono redigere ricetta SSN con prescrizione di clozapina? e possono eventualmente prescriverla su proprio ricettario personale?
    Grazie
    Antonio Pio Di Fazio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve. Mi spiace rispondere in ritardo, ma ho dovuto terminare l'articolo sull'argomento che trova a http://farmalegge.blogspot.it/2013/06/antipsicotici-zyprexa-leponex-risperdal.html

      In breve, alla sua domanda rispondo che comunque anche un medico non specialista operante nella struttura può prescriverlo (privato o SSN), ma tutto ciò deve risultare dall'intestazione del timbro (o anche della ricetta nel caso di prescrizione su ricettario personale).

      Elimina
  3. Salve, quindi un medico di base specialista ad es. in gastroenterologia, può o non può redigere una ricetta bianca di Aldara crema dopo avere visionato il PT redatto dallo specialista in dermatologia o di un centro specializzato? Grazie

    RispondiElimina
  4. propongo un altro caso:paziente con malattia rara ed in possesso di piano di cura del centro di riferimento per un farmaco in fascia C e prescrivibile su ricetta limitativa. il medico di base può assimilare il piano di cura del centro ad un vero e proprio piano terapeutico e quindi prescrivere su ricetta SSN il farmaco?

    RispondiElimina
  5. Metossipsoralene galenico:limitativa ripetibile o non ripetibile?

    RispondiElimina