venerdì 2 marzo 2012

Equivalenti/Generici dopo le liberalizzazioni: cosa deve fare il farmacista

ARTICOLO OBSOLETO.
LA VERSIONE AGGIORNATA POST SPENDING REVIEW SI TROVA QUI

[Modificato con l'ultima versione del "Decreto Liberalizzazioni" del 28/02/2012]

Come ormai tutti i farmacisti sanno, dopo l'approvazione del Decreto Liberalizzazioni, oltre a tante novità (belle e brutte che siano), c'è un comma che introduce delle novità (???) sulla situazione "generici/equivalenti e sostituzione".
Poichè ogni 2 ore il testo cambiava, ecco qui riportato il testo ufficialmente approvato e tutt'ora in vigore (ore 08.00 del 02 Marzo 2012) del comma 12 che recita:
Il medico, nel prescrivere un farmaco, è tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti apposta dal medico l'indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, dopo aver informato il cliente e salvo diversa richiesta di quest'ultimo, è tenuto a fornire il medicinale prescritto, quando nessun medicinale fra quelli indicati nel primo periodo del presente comma abbia prezzo più basso ovvero, in caso di esistenza in commercio di medicinali a minor prezzo rispetto a quello del medicinale prescritto, a fornire il medicinale avente prezzo più basso. All'articolo 11, comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondo periodo, dopo le parole "è possibile", sono inserite le seguenti: "solo su espressa richiesta dell'assistito e"
Cosa significa tutto questo? Cosa è cambiato?
Per il farmacista: quasi niente!
Senza entrare nel discorso dei compiti del medico, l'unica e sostanziale differenza per il farmacista è che mentre prima era l'unico a dover informare il paziente circa l'esistenza del generico, ora questo compito spetta anche al medico; dopodichè,  a meno che il paziente si opponga  o sulla ricetta sia indicato "NON SOSTITUIBILE" DEVE SEMPRE DARE L'EQUIVALENTE/GENERICO.
Insomma, all'atto pratico non cambia nulla: tolti i casi in cui c'è indicato "non sostituibile" sulla ricetta o il paziente vuole l'originale, il farmacista dispensa il generico. Vi rendete conto di come le leggi cambino testo e sostanzialmente non cambi nulla? Però un Governo lavora...
Non c'è una gran differenza rispetto a prima eh?
Però è nel DL liberalizzazioni... che fa più figo :-D

E' sparito qualsiasi riferimento all'obbligo per il medico di scrivere sulla ricetta "sostituibile con equivalente". Non esiste più.
Altra domanda veloce: e se il medico sulla ricetta non scrive nulla, nessun frase di quelle previste ("NON sostituibile" o "sostituibile con equivalente")? Cosa fa il farmacista?
Risposta: per quel che si sa ora, il farmacista fa il suo dovere rispettando la norma, dando il generico a meno che il paziente non voglia l'originale. Ancora una volta, come ha sempre fatto.

Rimanendo sul pratico, invece, la norma per come è scritta introduce una importante questione (ancora da chiarire a fondo) che se confermata potrebbe creare grossi problemi e disagi a farmacisti e pazienti. Ovvero quella per cui, se il medico indica un generico di una ditta riportando NON SOSTITUIBILE, il farmacista DEVE dare quella ditta e non un generico di una ditta diversa. Vedremo cosa ne uscirà...

Ultima considerazione: in base al chiarimento del Ministero della Salute sul concetto di "farmaco equivalente generico" («L'espressione "equivalente generico" deve intendersi riferita a tutti i medicinali che risultino equivalenti a quello specificato dal medico, senza operare alcuna distinzione fra medicinali "con marchio" e medicinali a denominazione generica»), indipendentemente da quello che è prescritto in ricetta (originale o equivalente) e tolto il caso in cui è scritto "NON sostituibile", il paziente può avere qualunque medicinale originale o generico di qualunque marca/ditta purché incluso nella lista di trasparenza AIFA, pagando la differenza nel caso in cui questo medicinale abbia un prezzo superiore a quello di rimborso.
Esempio: se il medico ha prescritto AMLODIPINA EG 10MG CPR, il paziente può chiedere di avere AMLODIPINA RAT, o NORVASC, o AMLOPOL ecc... pagando eventuali differenze con il prezzo di rimborso.
In base a quanto riportato dalla circolare FEDERFARMA 1497/36, non è necessario che il farmacista faccia alcuna dichiarazione sulla ricetta (o retro) quando dispensa un farmaco più costoso.

Di seguito, trovate una tabella riepilogativa [AGGIORNATA al 02 Marzo 2012] con i casi possibili che si possono presentare in farmacia. Notate i verbi utilizzati.
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Prescrizione: NORVASC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: il farmacista informa il paziente dell'esistenza del generico e se il paziente non si oppone, sostituisce con AMLODIPINA 10 MG CPR di qualunque marca (purché sia quella che costa meno*); il  paziente può opporsi ed ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, o una specifica marca di generico. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, originale o equivalente, pagando l'eventuale differenza.

Prescrizione: NORVASC 10 MG CPR “sostituibile con equivalente generico”
Comportamento del farmacista: il farmacista senza dire nulla sostituisce con AMLODIPINA 10 MG CPR di qualunque marca (purché sia quella che costa meno*); il  paziente può opporsi ed ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, o una specifica marca di generico. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, originale o equivalente, pagando l'eventuale differenza.

Prescrizione: NORVASC 10 MG CPR “non sostituibile”
Comportamento del farmacista: il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente il NORVASC ed il paziente è obbligato a pagare la differenza. Se il paziente vuole il generico o altro farmaco DEVE far correggere la ricetta.

Prescrizione: AMLODIPINA DOC 10 MG CPR
Comportamento del farmacista: consegna AMLODIPINA DOC o di qualunque altra marca  (purché sia quella che costa meno*); il paziente può richiedere di ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, od una specifica marca di generico. Il farmacista non deve dichiarare nulla sulla ricetta. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, originale o equivalente, pagando l'eventuale differenza.

Prescrizione: AMLODIPINA DOC 10 MG CPR “non sostituibile”
Comportamento del farmacista: il farmacista può consegnare solo ed esclusivamente l'AMLODIPINA DOC; non può consegnare né il NORVASC né un’altra marca di generico. [Punto controverso, in attesa di chiarimenti]
[ringrazio il Dr. Ferretti S. per la stesura dello schema]
* se ci sono generici/equivalenti che pagano e altri che non pagano (o alcuni che costano di più e altri meno), il farmacista DEVE dare quelli che non pagano o costano meno.

Lascio anche questo interessante link preso dal sito progettoasco.it, che analizza la situazione post decreto. Il titolo dice tutto: Liberalizzazioni, al medico il compito di ricordare che c’è l’alternativa più economica.
[Grazie a progettoasco.it per l'autorizzazione]

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Update del 02 Marzo 2012: Aggiornato il testo con le nuove disposizioni.

Update del 30-31 Gennaio 2012: In base alle indicazioni giunte dal Ministero della Salute e della Regione Emilia Romagna, l'articolo è stato riscritto in alcuni punti. Quello che cambia è l'atteggiamento che il farmacista deve tenere nel dispensare il farmaco equivalente.
Ora è il medico che, prima di prescrivere, chiede al paziente se vuole l'equivalente o no.
In caso di risposta negativa, il medico scrive sulla ricetta il nome del farmaco originale e aggiunge "NON sostituibile".
In caso di risposta affermativa, il medico in ricetta riporta il nome dell'equivalente o l'originale con la frase "sostituibile con equivalente generico".
Quando il farmacista riceve la ricetta e vede scritto quella frase, SENZA DIRE NULLA, dispensa l'equivalente/generico, a meno che il paziente DI SUA INIZIATIVA si opponga.
Avete capito la lana caprina? Vi viene da ridere? Piangere?
Qualcuno mi spieghi chi o cosa impedisce al farmacista di interloquire professionalmente con la persona spiegando la differenza tra generico ed originale...

4 commenti:

  1. L'update del 30 Gennaio è la modalità operativa che fin dal 24 Gennaio (ultima stesura e pubblicazione in Gazzetta) ritenevo quella che il legislatore volesse effettivamente ottenere. (Se sarà così, ci sarà la rivolta dei clienti al bancone)

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  2. gentile collega sono rimasto un po' perplesso sull ' esempio
    Prescrizione: AMLODIPINA DOC 10 MG CPR
    Comportamento del farmacista: consegna AMLODIPINA DOC o di qualunque altra marca (purché sia quella che costa meno*); il paziente può richiedere di ottenere il NORVASC originale, pagando la differenza, od una specifica marca di generico. Si consiglia al farmacista di dichiarare la volontà del paziente sul retro della ricetta. Il farmacista non deve dichiarare nulla sulla ricetta. Il paziente può anche chiedere di ottenere un qualsiasi farmaco a base di AMLODIPINA, originale o equivalente, pagando l'eventuale differenza.
    anke se è prescritto un generico possiamo dare l' originale su richiesta???

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    1. Si.
      Ora è definitivamente chiarito: se legge il testo dell'art. 11, alla fine è riportato "solo su espressa richiesta dell'assistito e".
      Questo apre la strada alla possibilità di dispensare il farmaco originale (o di altra marca generica che magari costa di più) purché il paziente sia disposto a pagare la differenza (nel caso SSN) o il costo maggiore (se a pagamento).

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  3. Ringraziamo chi ci governa( e federfarma) per aver privilegiato ancora una volta i giovani (e preparati) farmacisti,con le assegnazioni delle nuove sedi farmaceutiche per soli titoli!
    Chi è preparato e meritevole è giusto che rimanga dipendente a vita...

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