venerdì 23 dicembre 2011

Ricetta ripetibile con scritto "non ripetibile"

A tutti sarà capitato una volta nella vita di ricevere una ricetta bianca con riportato un farmaco soggetto a ricetta non ripetibile (es. Aulin, Toradol, Tachidol, ecc...).
E se su questa ricetta il medico ha scritto "Ripetibile", ogni farmacista sa (o dovrebbe sapere) che tale termine non ha alcun valore giuridico, ovvero la ricetta è Non Ripetibile e resta Non Ripetibile.
Detto in altre parole, un medico non può mai rendere ripetibile una ricetta non ripetibile.
Domanda: e se il medico scrive comunque "Ripetibile" su una ricetta con un farmaco Non Ripetibile? Cosa fa il farmacista? Semplice, disattende l'indicazione del medico e considera la ricetta per quello che è, cioè Non Ripetibile, trattenendola in farmacia e conservandola per il tempo dovuto.

Ci siamo fin qui? Bene, perché adesso le cose si complicano. :-O
Cosa succede invece nel caso opposto? Ovvero nel caso in cui il medico scrive "Non Ripetibile" su una ricetta che prescrive un farmaco ripetibile? (es. Brufen, Minias, Valium, Gentalyn beta, Tobral, ecc...)

Prima di rispondere bisogna ragionare un attimo. Diamo per scontato che il medico abbia indicato sulla ricetta una confezione (se così non fosse, non avrebbe senso tutto il discorso a seguire poiché la ricetta, come dice la legge, "per un numero di confezioni superiori all'unità" perde la ripetibilità).
Per quale motivo il medico scrive "Non Ripetibile" su una ricetta che invece sarebbe Ripetibile?
Il motivo è semplice: la legge dice che se il medico scrive una confezione di farmaco, il farmacista ne può dispensare fino a 10 (o 3 nel caso di farmaci stupefacenti in Sez. E). Come può fare quindi il medico a scrivere una confezione e fare in modo che il paziente non possa averne altre, cioè limitare la ricetta ripetibile ad una ed una sola confezione?
La risposta l'avrete già intuita: scrive "Non ripetibile" sulla ricetta.
Le domande che nascono da questo punto in avanti sono:
  1. qual'è la durata temporale della ricetta?
  2. il farmacista la deve trattenere e/o conservare?
  3. o la deve restituire al paziente?
  4. nel caso venga restituita, cosa fare se il paziente si ripresenta in una farmacia con la ricetta già spedita da un'altra farmacia?
Sul punto 1 si potrebbero fare le seguenti due supposizioni:
  • dato che la ricetta è "Non Ripetibile", vale come tutte le Non Ripetibili cioè sempre e comunque 30 giorni.
  • dato che la ricetta Non Ripetibile prescrive un farmaco Ripetibile, vale al massimo 6 mesi (o 30 giorni nel caso di farmaci stupefacenti in sez. E), entro i quali il paziente può ritirare la confezione di farmaco
La risposta giusta è la seconda: il "Non Ripetibile" è un'indicazione del medico che esprime un'intenzione, cioè quella di limitare il numero di confezioni a 1 sola, ma la durata della ricetta è determinata dal medicinale (soggetto a ricetta ripetibile).

Sul punto 2 (e 3) bisogna considerare quello che dice la legge: la ricetta ripetibile ad uso umano, è di proprietà del paziente a cui va restituita sempre, anche al termine della validità temporale o del numero di confezioni.
Ed è questo il caso: la ricetta vale 6 mesi (o 30 giorni nel caso di farmaci stupefacenti in sez. E), prescrive un farmaco soggetto a ricetta ripetibile, riporta Non Ripetibile per cui quando il farmaco è ritirato, la ricetta non può essere più utilizzata, ha perso di validità, ma va comunque restituita al paziente.

Sul punto 4, quando il farmacista riceve questa ricetta già spedita (timbrata e prezzo) semplicemente non la può spedire.

Infine, una osservazione personale sulla restituzione della ricetta: mi è capitato, invece, di aver trattenuto la ricetta con indicato "Non ripetibile" che prescriveva un farmaco stupefacente in sez. E (e quindi ripetibile). Questo sempre e solo per la salvaguardia e tutela della salute: la persona che avevo davanti avrebbe potuto abusare del medicinale, falsificando la ricetta una volta resituita. Ho preferito trattenerla e distruggerla subito.

11 commenti:

  1. BELL'INTERVENTO COLLEGA

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  2. caso curioso e intervento interessante: è sempre un piacere leggere questo blog.

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  3. Domanda inerente il registro in cui vanno annotate le consegne senza ricetta: è prestampato, ovvero deve essere conforme ad un modello ministeriale oppure questo non è necessario? Ha una denominazione tecnica specifica?

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    1. No, il modello non è prestampato. Il Ministero ha fornito delle linee guida che contengono le informazioni obbligatorie da riportare nel registro, ma l'impaginazione, disposizione, etc... può variare. Il modello può essere stampato direttamente dal farmacista in farmacia o acquistato in blocchi già pronti (es. Buffetti).
      Non ha un nome tecnico, viene identificato con "Consegna di farmaci senza prescrizione medica di cui al DM 31/03/2008".
      Nell'ambiente farmacia è conosciuto come "Dispensazione di emergenza".

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  4. Ma nella procedura di dispensazione di emergenza, qualora ne ricorrano le condizioni, si possono dispensare farmaci che richiedano ricetta non ripetibile? (non stupefacenti chiaramente ma ad esempio della ticlopidina?)

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    1. Si, è chiaramente previsto.
      Sono SEMPRE e IN QUALUNQUE MODO esclusi:
      - stupefacenti (di qualunque sezione)
      - farmaci soggetti a ricetta limitativa (ripetibile o non ripetibile).

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  5. E supponendo il caso che venga richiesta, sempre nell'ambito della dispensazione d'urgenza, dell'insulina senza ricetta presentando la vecchia confezione danneggiata o terminata (caso previsto per patologie acute) ma non la documentazione che attesti la patologia o ricetta scaduta o altro punto previsto per patologie croniche,come ci si deve comportare?

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    1. La confezione danneggiata rientra nei casi delle "altre patologie") e in tale caso, è ammessa per gli iniettabili SOLO la dispensazione di antibiotici monodose.
      Niente insulina quindi.
      Per l'insulina bisogna ricorrere a uno dei 5 casi previsti dall'art. 2 (Patologie croniche).
      Altrimenti... non si può dispensare.

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    2. Mi scuso, sono una farmacista di Novara.
      Oggi abbiamo discusso io ed una collega sulla possibilità o meno per noi farmacisti di consegnare in emergenza una confezione di tachidol per dolore cronico utilizzando il modulo previsto. Io sostengo di no, essendo classificato come stupefacente, la collega sostiene di sì, perchè per il dolore cronico... Lei cosa ne dice? La legge cosa prevede ad oggi 27.06.2013? Grazie! GM

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    3. Salve, la legge i questo caso è chiara e assolutamente NON lascia spazio a dubbi, in quanto dice testualmente che dalla "dispensazione di emergenza" sono da escludersi SEMPRE e comunque:
      - i farmaci soggetti a ricetta limitativa
      - i farmaci stupefacenti, di qualsiasi tabella (A, B, C, D, E), incluso quindo il Tachidol che è in sez. D.

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