mercoledì 15 febbraio 2012

Allestire capsule nel laboratorio della farmacia. Caso pratico

Oggi parliamo di un caso che interesserà i farmacisti meno esperti nel laboratorio galenico. Si parla delle procedure tecnico/operative per allestire delle capsule, in particolare le operazioni necessarie per la pesata dell'eccipiente e della scelta del tipo di capsule.
Come spunto, partirò da un caso pratico che mi è stato sottoposto.
Ho una prescrizione per capsule di Plavix 18mg ad uso veterinario. In laboratorio dispongo di una opercolatrice semiautomatica. Pensavo di procedere col metodo a riempimento con l'aggiunta di un eccipiente, dato che mi serviranno più di 100 capsule finali. Chiedo: 1) Quale misura di capsule mi conviene utilizzare?2) Quale eccipiente inerte potrei usare, considerando che vorrei evitare il lattosio (trattasi di gatto che spesso ha scariche di diarrea e vomito)? 3) Come calcolare la quantità di eccipiente che servirà per riempire le capsule?
Il tipo di capsula (000, 00, 0, 1, 2, ecc...) da utilizzare è l'ultima cosa a cui pensare, in quanto prima è necessario calcolare la quantità di eccipiente necessaria per la preparazione.
Partiamo appunto dall'eccipiente.
In ambito veterinario (e nel caso specifico, considerando anche il problema della diarrea dell'animale), si usa spesso l'amido di mais pregelatinizzato unito eventualmente ad un po' di silice (nella concentrazione finale in peso compresa tra lo 0.5% e 1%, non oltre) per favorire la scorrevolezza delle polveri sull'incapsulatrice.
In generale però, quando si allestiscono delle capsule partendo da un farmaco industriale, è bene utilizzare un eccipiente già presente nel medicinale industriale di partenza per evitare incompatibilità e/o comparsa di intolleranze.
In questo caso, l'eccipiente presente nel Plavix è il lattosio, ma visto che c'è un problema... diciamo... intestinale felino ;) va bene utilizzare l'amido di mais.
Ricordo comunque che il lattosio è generalmente sconsigliato perché tende a carbonizzare (per il calore dell'attrito che si genera tra piastra e spatola durante lo spatolamento).

Ok, abbiamo l'eccipiente. E ora?
La prima cosa da fare sarà polverizzare finemente le compresse della specilità e di introdurle in un cilindro graduato. Tralascio per ora il discorso sulle perdite (v. fine articolo per un accenno), molto importante da considerare per evitare di ottenere delle capsule sottodosate.
La domanda che vi farete sicuramente è: "Quanto eccipiente peso?" e quindi "Quale tipo di capsula utilizzerò?".
La risposta è che la quantità di eccipiente dovrebbe essere ALMENO il 50% del volume finale della polvere (principio/i attivo/i + eccipiente).
Prima di tutto, è necessario fare riferimento a questa tabella:

La colonna in rossa è il tipo di capsula: 5 è la più piccola, 000 (o "triplo zero") è la più grande.
La riga in blu scuro sono il numero di capsule da riempire con la polvere totale (eccipiente + principio/i attivo/i).
I numeri nella griglia sono i ml da raggiungere sul cilindro graduato con la polvere + eccipiente.

Per fare un esempio: considerando 100 capsule da allestire, se con la polvere di Plavix di questo esempio si arriva a 25 ml di volume, si potrebbe dire "Utilizzo le capsule di tipo 3" aggiungendo eccipiente fino ad arrivare al volume di 30 ml (come da tabella).
Sbagliato. In questo esempio sarebbe bene utilizzare almeno le capsule di tipo 2 (arrivando ad un volume finale di 40 ml) o meglio ancora di tipo 1 (volume finale di 50 ml).
Perchè? La regola che ho detto sopra (eccipiente deve essere almeno il 50% in volume della polvere totale) è enunciata tenendo conto che l'eccipiente ha funzione di
  • diluire il farmaco
  • minimizzare le perdite
  • favorire lo scorrimento sulla piastra dell'incapsulatrice
  • rendere omogenea la dispersione delle polveri
  • limitare le perdite di principi/o attivo/i
  • ecc...
Una volta raggiunto il livello siamo dunque pronti per miscelare le polveri?
No. Perché è necessario controllare il volume apparente: infatti può essere che la polvere (sia di Plavix che eccipiente) versata nel cilindro non sia perfettamente impaccata, ma ci siano degli "spazi vuoti" (dovuti a vari fattori) per cui, pur avendo la polvere al livello desiderato, non si tiene conto di questi spazi e durante lo spatolamento verrà  a mancare della polvere e le capsule risulteranno semivuote.
Per risolvere questo problema è necessario battere il cilindro graduato: questa operazione è prevista dalla Farmacopea che indica una altezza e forza da imprimere al cilindro. Di solito si batte 3-4 volte (se non sbaglio la Farmacopea prevede dalle 7 alle 10 battiture).
Così facendo, il livello della polvere cala di qualche ml (in base a quanti "spazi vuoti" erano presenti); si riporta a livello con l'eccipiente e si ribatte come sopra.
Domanda: per quante volete va ripetuta questa operazione di battitura-aggiunta eccipiente? La Farmacopea riporta di continuare fino a che, una volta fatte le dovute battiture, il livello di polvere nel cilindro graduato non scende ulteriormente.
Io, per esperienza, sconsiglio di continuare a oltranza, ma di battere 2, massimo 3 volte. Questo per evitare di ritrovarsi con molta molta (troppa) polvere sulla piastra da spatolare.

Al temine di tutte queste operazioni, è necessario miscelare o con il metodo delle diluizioni geometriche (in mortaio) o con un miscelatore.

Breve discorso sulle perdite di lavorazione: se si lavorasse esattamente come ho scritto, sicuramente andrebbe perso dell'eccipiente e del farmaco nel mortaio (nelle asperità porose), nel cilindro graduato (lungo le pareti), nell'incapsulatrice (tra le piastre, ai bordi), ecc... Ecco perché di solito si dice di lavorare con un 5% di perdita (io personalmente preferisco lavorare con un 2-3%, salvo casi particolari, per evitare di sprecare troppa polvere).
Questo significa che una volta determinato il quantitativo in grammi di Plavix e eccipiente necessari, dovrà pesare per ciascuno un (es.) 3% in più per compensare le perdite. Poi si miscela il tutto; terminata la miscelazione, da tutta la massa (che include l'eccesso) si ripeserà la quantità esatta di polvere per il numero di capsule (es. 100) da riempire nell'incapsulatrice.
E anche qui bisognerebbe considerare una certa perdita considerando che la polvere potrà uscire dall'incapsulatrice. Ma andiamo mooolto sul fine, direi che per adesso è sufficiente quello che le ho scritto.

Ultimissima cosa: se anziché 100 capsule, se ne fossero dovute preparare 35? Come fare con la tabella, dato che non riporta una colonna per 35 capsule?
Se guardate e studiate un po' la tabella, ci arriverete di sicuro. Ma se volete sapere subito come fare, continuate a leggere :)
Una volta identificato il tipo di capsula (es. tipo 2), moltiplicate il volume in ml di 1 capsula (es. 0.4) per il numero di capsule da preparare (es. 35): 0.4 * 35 = 14 ml.
Quindi per 35 capsule di tipo 2, dovrete raggiungere i 14 ml di polvere nel cilindro graduato.

69 commenti:

  1. ciao questo tuo procedimento mi è molto chiaro...ma posso calcolare matematicamente il peso dell'eccipiente da aggiungere?ho delle formule: volume apparente = capacità delle cps x n°capscule;
    avendo la densità della mix delle polveri e il Vapparente (con la formula precedente) mi ricavo la massa dell'eccipiente.Sono esatte queste formule??grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente d = m/V ;) Le formule sono esatte dal punto di vista matematico.
      Ma dire che il volume apparente è dato dalla "capacità delle capsule" è impreciso: la capacità di una capsula varia per ogni tipo di polvere poichè varia l'impaccamento, la granulometria della polvere, l'uso di eventuali glidandi, ecc...
      Il modo migliore è il metodo del cilindro. Esiste anche uno schema grafico che permette di dare un'idea sul volume occupato, ma il più preciso e sicuro è sempre il cilindro.

      Elimina
  2. grazie mille,sei stato molto utile!grazie ancora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao ma per il calcolo degli onarari professionali come procedo?nel considerari i componenti presenti nella ricetta includo anche l'eccipiente?

      Elimina
  3. ciao ma per il calcolo degli onorari professionali come procedo,se per esempio ho 2 principi attivi,più l'eccipiente e devo allestire 100 capsule?nel considerare il numero dei componenti includo anche l'eccipiente?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao.
      La risposta non è unica.
      Se l'eccipiente è indicato in ricetta, lo tariffi come un qualunque principio attivo.
      Se non è indicato, ma lo devi usare x questioni tecniche (es. colorante per vedere quando hai miscelato bene) NON lo devi tariffare.
      Se l'eccipiente è indispensabile ci sono 2 correnti di pensiero: quella + rigida prevede che, poichè non è indicato in ricetta, non va tariffato. Punto.
      L'altra prevede che se l'eccipiente è indispensabile per la formulazione, anche se non è indicato in ricetta va tariffato.

      Non so se mi sono chiarito...

      Elimina
  4. ok grazie mille...molto utile :)

    RispondiElimina
  5. ancora un dubbio..ho una ricetta medica:
    Pr
    paracetamolo 320 mg
    codeina fosfato 30 mg
    lattosio q.b.
    p. 1 cps t. xxx

    nell'etichetta come la riporto?scrivo tutti i quantitativi per 30 capsule?o scrivo il quantitativo di una sola capsula riportando p. 1 cps t. xxx??grazie infinitamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può essere fatto sia nell'uno che nell'altro modo.
      QUASI sempre, si si preferisce riportare la composizione prodose, quindi
      - paracetamolo 320 mg
      - codeina fosfato 30 mg
      - lattosio XXXX mg (Attenzione!! Q.B. Si può riportare solo se si seguono le NBP INTEGRALI. Nel caso delle semplificate, ci vuole il dosaggio preciso)
      - Di tali, 50 capsule.

      OPPURE la composizione completa che va ripartita in X capsule:

      - paracetamolo 16g
      - codeina fosfato 1,5g
      - lattosio XXXX g (Attenzione!! Q.B. Si può riportare solo se si seguono le NBP INTEGRALI. Nel caso delle semplificate, ci vuole il dosaggio preciso)
      - Per totali 50 capsule.

      Elimina
  6. la ringrazio davvero molto..
    Ho una ricetta:

    belladonna tintura 5 g
    sciroppo di rabarbaro (10% estratto fluido) 10g
    acqua depurata

    sa come posso allestire questa preparazione??si tratta di uno sciroppo..grazie ancora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scritta così è incompleta.
      Per l'acqua depurata devo sapere cosa farne: qb a 100? xxx ml/g?
      Per il resto, si miscelerebbe sciroppo e tintura portando a volume con acqua.

      Elimina
  7. si mi scusi,acqua depurata q.b. a 100..non capisco l'indicazione 10% estratto fluido,a cosa mi sarà utile??

    RispondiElimina
  8. No, è la composizione dello sciroppo di rabarbaro che deve contenere il 10% di rabarbaro.
    Su 100 g di sciroppo, il 10g devono essere di rabarbaro e 90g di veicolo sciropposo.

    RispondiElimina
  9. come veicolo sciropposo da mettere anche in etichetta considero il saccarosio?
    davvero molto gentile,grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho capito la domanda: devi preparare dello sciroppo semplice (acqua e saccarosio) e utilizzarlo per preparare lo sciroppo di rabarbaro EF al 10%.
      In etichetta dovrai indicare la quantità di zucchero utilizzato per la parte di sciroppo impiegata (es. prepari 100g di sciroppo ma poi ne usi solo 90g, quindi in etichetta tarifferai solo per 90g); altrettanto per l'acqua che sommerai al totale dell'altra acqua indicata in ricetta.

      Elimina
  10. ciao mi è capitata la seguente ricetta :
    papaverina cloridrato 10g
    belladona estratto fluido titolato 5g
    alcool 8g
    acqua depurata q.b. a 250g
    S.3 cucchiai al dì
    si tratta di una sospensione orale?come la preparo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Curiosità: ma per davvero o si tratta di ricette teoriche?
      Cmq la cosa migliore sarebbe sciogliere la papaverina in acqua, l'estratto in alcool e miscelare il tutto. E' una soluzione orale.

      Elimina
  11. è teorica,un esame..se metto la papaverina,l'estratto in acqua e poi aggiungo l'alcool è sbagliato??quindi non si tratta di una sospensione?,perchè nel calcolare l'onorario,ho visto la voce sospensioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sospensione è quando c'è una parte distinguibile nel solvente che va ricostituita x (es.) agitazione.
      se guadi in tariffa c'è "soluzioni liquide" (o simile).
      Alla fine non è sbagliato perchè le quantità comunque si sciolgono.
      SE NON SBAGLIO, la papaverina cloridrato è solubile in acqua, quindi simile nel simile...

      Elimina
  12. quindi è meglio dire che è una soluzione orale,si la papaverina è poco solubile in acqua..e qualche esempio di sospensione può dirmelo??grazie molto molto utile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sulfadiazina sospensione:
      - Sulfadiazina
      - Sulfatiaziolo ana g 2
      - Gomma adragane g 2
      - O.e. aancio g 2
      - Sciroppo semplice g 25
      - Acqua depurata q.b. g 100

      Oppure semplicemente:
      Nistatina sospensione
      - nistatina g 2
      - Sciroppo aromatizzato q.b. 100ml

      Elimina
  13. leggendole avrei pensato fossero sciroppi,come faccio a capire se si tratta di sciroppo o sospensione?o cmq rientrano nella stessa categoria?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per la presenza di mucillagini o gomme che sospendono il p.a. in soluzione (es. gomma adragante).
      Mi rendo conto che per la nistatina non ho dato dettagli circa la natura dello sciroppo, che non è quello semplice FU, ma appunto con una composizione adatta x sospendere la nistatina.

      Elimina
  14. grazie davvero mille,molto gentile

    RispondiElimina
  15. ancora un dubbio:(..ma la porosità di una polvere come influenza la durezza e la disgregabilità di una compressa?maggiore porosità,minore durezza?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uuuuh, qui andiamo oltre le mie conoscenze pratiche: di capsule (purtroppo) non ne preparo. Mi spiace.

      Elimina
  16. grazie lo stesso:))

    RispondiElimina
  17. salve,vorrei fare questa domanda. se invece ho una delle due polveri in eccesso, come faccio a miscelarli ? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho capito la domanda: cosa intende in eccesso? Una di più dell'altra? Perché se è così non c'è problema: sia va avanti 50 e finché si riesce, alla fine si aggiunge la parte rimanente (che non sarà in parti uguali) e si finisce di miscelare.
      Es. 1 g di principio attivo e 20 g di eccipienti.
      1 pa + 1 ec = 2 miscela
      2 mi + 2 ec = 4 mi
      4 mi + 4 ec = 8 mi
      8 mi + 8 ec = 16 mi
      16 mi + 5 ec = 21 miscela

      Elimina
  18. La domanda sorge spontanea: ma dal momento che per fare quelle cps di plavix hai dovuto sconfezionare, anche se avessi avuto una ricetta veterinaria in mano che richiedeva qs preparazione, che tipo di foglio di lavorazione avresti fatto? Ma allora siamo autorizzati a sconfezionare in caso di mancanza del pa sul mercato se scritto esplicitamente sulla ricetta??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho be capito la prima domanda...
      Io seguo le NBP integrali, il foglio di lavorazione avrebbe incluso il nome della specialità, AIC, lotto e scadenza.

      La seconda risposta è SI. Checchesenedica (ci sono varie correnti di pensiero), la legge non lo impedisce. Certo, devono essere casi particolari (come quello che hai citato tu), non puoi metterti a sconfezionare farmaci al posto dei p.a. (anche se negli ospedali si fa... e non c'è una legge apposta per loro).

      Quindi in caso il medico lo indichi in ricetta, magari mettendo urgenza o l'assoluta necessità di usare la specialità, puoi farlo.
      Ma solo in quel caso. Ripeto: non puoi DI TUA iniziativa utilizzare una specialità al posto del p.a.

      Elimina
    2. Capita spesso che veterinari adattino la terapia utilizzando ( data la mancanza del pa in commercio) chiedendo di sconfezionare ma non c'è una norma che regoli qs aspetto tutelando il lavoro in buona fede del farmacista??? Evviva l ' italia! E così si finisce per lavorare sempre in "clandestinità " anche se non si fa nulla di poco professionale!

      Elimina
    3. Posso segnalare questo sito www.farmacistidiprofessione.it, di cui faccio parte.
      C'è un bellissimo articolo di una collega che analizza la questione dal punto di vista giuridico.
      Speriamo che si arrivi a regolamentare: prima della caduta del governo Berlusconi nel 2011 c'eravamo quasi...

      Elimina
  19. chiedo scusa, avrei un piccolo dubbio. Vorrei sapere se nella preparazione di uno sciroppo quando devo calcolare il prezzo degli onorari professionali l'acqua depurata va considerata come un componente a sè stante visto che è dotata anche di prezzo? alla voce "preparazioni liquide (soluzioni fino a due componenti)" l'acqua depurata costituisce un componente come gli altri? perchè poi ovviamente uno sapendo il numero di componenti si deve calcolare la maggiorazione! grazie mille, spero che qualcuno potrà rispondermi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve, non ho ben capito da cosa nasce il suo dubbio…
      Nela tariffa non è riportato nulla che faccia pensare che l'acqua sia un componente particolare, per cui viene tariffata normalmente come qualunque sostanza.
      É dotata di prezzo, ma solo x indicare che indipendentemente dal prezzo d'acquisto, va tariffata al prezzo riportato.

      Elimina
  20. Ha ragione, difatti il mio dubbio purtroppo nasceva dalla presa visione di un esercizio impostato irroneamente. La ringrazio per la disponibilità e colgo l'occasione per chiederle se, secondo lei di fronte ad un esercizio di tariffazione di forma farmaceutica ignota esiste diciamo "un trucco" o un accorgimento per capire di quale forma farmaceutica si tratti(in base agli eccipienti si intende); quando la scelta è tra sciroppi, capsule, compresse, granulati, suppositori ed ovuli. Poichè alcune di esse posseggono eccipienti simili spesso le confondo sbagliando poi i calcoli. Forse la domanda esige troppo, spero che potrà darmi comunque qualche suggerimento utile ;)

    RispondiElimina
  21. Aggiungerei un'altra cosa: calcoli a parte (visto che poi per esempio l'O.P. prevede gli stessi prezzi per capsule e compresse, ovuli e suppositori etc.) avrei bisogno di un qualche suggerimento proprio per il riconoscimento della forma farmaceutica in base a gli eccipienti, come ho già detto, se lei può darmene :) Grazie mille!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è uno dei quesiti che mi ponevo al tempo dell'università, nelle lezioni di tecnica: come fare?
      Mai capito all'epoca. Oggi posso dire che l'UNICA vera maniera per capirlo è CONOSCERE a fondo ogni eccipiente, in modo da saperne l'aspetto fisico (polvere, solido, liquido, cremoso, ecc...) e le caratteristiche (es. lipofilo o idrofilo).
      Il resto viene da se, considerando anche il p. a. (sapere se si può assumere per os, la categoria terapeutica, gli aspetti farmacologici).
      Insomma, non esiste un modo univoco: si impara per esperienza.

      Elimina
  22. Ciao, ti ringrazio lo stesso. Avrei un'altra domanda da fare: nella preparazione della gelatina come faccio ad aumentarne la durezza? quale eccipiente dovrei aggiungere? ti ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La domanda è un po vaga...
      Se ho capito, la risposta potrebbe essere
      - o aumentando la gomma usata
      - o diminuendo l'acqua/polietilenglicole
      Dipende da che gelatina fai.

      Elimina
  23. ma nell'esempio del post non dici il dosaggio delle compresse di plavix, se polverizzi le compresse dovrai sapere quanto plavix c'è .....75 mg?? e quanto eccipiente c'è???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ;) c'è il perchè.
      Perchè non ti interessa. Non ti interessa sapere quanto pesa UNA compressa di Plavix come eccipiente.
      Spiego con un esempio (ATTENZIONE, l'esempio è teorico, nella pratica bisogna tener conto delle perdite).

      Devo fare 150 capsule da 18mg di clopidrogrel (principio attivo).
      Quindi mi servono 150 * 18 = 2700mg = 2,7 g di clopidrogrel (principio attivo).
      Quante compresse di plavix da 75mg cadauna (di principio attivo) mi servono per arrivare a 2700mg?
      Risposta: 36 compresse (2700/75)
      Trituro (meglio MICRONIZZO) le 36 compresse e verso il quantitativo totale (che non ho pesato) in un cilindro adatto, taro e porto a volume con eccipiente (battendo e tutto il resto).
      Miscelo la polvere che poi uso per preparare le 150 capsule.
      Domanda: siamo arrivati in fondo senza sapere quanto pesava una compressa. Non ti serve... però...

      Nella realtà, parlavo di perdite: se calcoli che devi usare 36 compresse, sicurmaente parte della polvere di perderà (mortaio, micronizzaore, ecc...), quindi si procede così.
      Pesi il PESO TOTALE di 36 compresse (eccipiente + p.a.) e lo annoti (esempio: 9 g). Aggiungi 2 compresse in più e trituri (esempio: avrai 9.5 g). Dalla massa finale (che magari è 9.3 g per le perdite) prelevi i 9 grammi precisi che userai come ho scritto sopra.
      Bisogna vederlo in laboratorio per capire.

      Elimina
  24. Ciao, mi riferivo ad una domanda che ho trovato che, in riferimento alla gelatina per la preparazione di capsule, chiedeva quale eccipiente poteva essere aggiunto per aumentarne resistenza e durezza. Per quanto riguarda la resistenza io l'ho intesa come la plasiticità (interpretazione personale)e quindi ho immaginato attraverso l'aggiunta di glicerolo o sorbitolo; riguardo la durezza richiede sempre quale eccipiente può essere aggiunto per aumentarne la durezza. Immagino un polimero ma non so quale ! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mmm.. su questo non ti so aiutare. Dovresti chiedere ad un CTF (io sono Farmacista): le capsule di gelatina le uso già pronte :)
      Quindi, passo :D

      Elimina
  25. ciao marco! come faccio a preparare questo elixir di Fucus?
    composizione:
    fucus estratto fluido idroalcolico 20 gradi 20g
    veicolo idroalcolico sciropposo q.b. a 100g

    veicolo composizione per 100g:
    glicerina g10
    alcol etilico a 35 gradi g20
    sciroppo semplice g50
    acqua depurata q.b. a 100g

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, ma è abbbastanza semplice se hai già l'e. f. di fucus.
      Dovendo arrivare a 100g, e avendo 20 g di estratto, ti servono 100-20 = 80g di veicolo.

      Hai la formula per 10g di veicolo, fai le proporzioni per arrivare a preparare non 100g, ma 80.
      Es. se in 100g di veicolo servono 10 g di glicerina, in 80g di veicolo servono x => 8g.
      E così via.
      Poi, unisci mescolando il veicolo all'estratto.

      Elimina
    2. per l' acqua depurata come calcolo la proporzione? seguendo il modus operandi una volta portata l' acqua ad ebollizione devo aggiungere lo sciroppo semplice e filtrare? grazie anticipatamente

      Elimina
    3. Domanda: perchè vuoi bollire? Non c'è scritto "preservata" (ebollizione + conservanti).
      E' acqua FU. Tu hai già lo sciroppo semplice (o devi preparare anche quello?). Se già c'è, aggiungi la glicerina nell'alcool 35°, mescoli tutto con lo sciroppo e porti a peso con l'acqua depurata.

      Elimina
    4. in laboratorio ci hanno fatto portare ad ebollizione l' acqua e poi ho aggiunto lo sciroppo semplice mantenendo a una temperatura di 80-85 gradi...l' acqua depurata come la trovo?

      Elimina
    5. Mah...
      Copio e incollo la definizione:
      "ACQUA DEPURATA: è acqua per la preparazione di medicinali diversi da quelli che devono essere sterili ed apirogeni, salvo eccezione giustificata ed autorizzata. Si prepara mediante distillazione, scambio ionico o qualsiasi altro metodo adeguato, a partire da acqua conforme alla normativa prevista, dall'autorità competente, per l'acqua destinata al consumo umano"

      Si trova già pronta come materia prima, dato che si parla di scambio ionico o simili ;)

      Comunque, fare bollire e aggiungere sciroppo. PRIMA di aggiungere alcool però avrete raffreddato sicuramente, altrimenti l'alcool evapora.

      Elimina
    6. si...lo sciroppo lo abbiamo aggiunto a freddo e sotto agitazione! non ho capito come faccio a calcolare l' acqua depurata! :(

      Elimina
    7. Parti dalla formula. Veicolo composizione per 100g:
      glicerina g10
      alcol etilico a 35 gradi g20
      sciroppo semplice g50
      acqua depurata q.b. a 100g
      Quindi:
      100 (totali) - 10 (glicerina) - 20 (alcool) - 50 (sciroppo) = acqua che manca.
      Ricorda però sempre di rapportare i valori a 80g (quelli da aggiungere ai 20g di estratto) per ottenere 100 g di farmaco finale.

      Elimina
    8. benissimo! :) per preparare l' alcol etilico alla gradazione richiesta come devo fare? devo utilizzare le tabelle alcoolimetriche e usare la formula del titolo alcolico?

      Elimina
    9. Per quello esistono comode tabelle già pronte che riportano (in grammi o ml) le rispettive quantità di alcool 96° e acqua da utilizzare per ottenere la gradazione voluta.
      Per questo, non faccio calcoli del titolo alcolico (non la ricordo neanche più ;)).
      Ma immagino che all'esame vogliano quella...

      Elimina
    10. ti ringrazio marco! mi hai chiarito parecchi dubbi! :)appena puoi rispondi al post giù sulle capsule e cartine? :) grazie per la tua disponibilità e scusa per il disturbo :)

      Elimina
  26. riguardo la preparazione di capsule e cartine ho 2 quesiti da porti...
    1) come faccio a preparare un antiacido per uso orale ( per una cartina da 1g e di tali 10) la cui composizione è:
    sodio bicarbonato 0.3g
    acido citrico monoidrato 0.2g
    lattosio q.b.?
    F.S.A

    2)modus operandi per la preparazione delle capsule
    Rp : fenacetina capsule( per una capsula e di tali 100)
    Recipe:
    fenacetina mg 50
    F.S.A

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CARTINE
      dovendo fare cartine da 1g, quanto eccipiente (lattosio) serve? 1 - 0.3 - 0.2 = 0,5g.
      Detto questo, moltiplica tutto per 10 (il numero di cartine), quindi peserai:
      Sodio bicarbonato 3g
      Acido citrico monoh 2g
      Lattosio 5g
      Miscela con le diluizioni geometriche (ma le quantità sono simili, potresti QUASI evitare).
      Crea una cartina "madre" ovvero che contenga 1 g esatto di polvere totale (usa una bilancia). Disponi ad embrice le cartine con la cartina madre come prima. Utilizzandola come riferimento, crea le altre cartine.
      [in alternativa, pesa le cartine 1 a 1 :)]

      CAPSULE
      Quanta fenacetina ti serve in tutto? 50mg * 100cps = 5000mg = 5g.
      Pesa 5 grammi e con il metodo del cilindro graduato (precedentemente ambientato con un po' di eccipiente) calcola la quantità di eccipiente totale per il tipo di capsula corrispondente (es. tipo 2 o 3).
      Do per scontato che tu sappia usare la tabella g/ml per calcolare il volume di polvere.
      Miscela con le diluizioni geometriche (hai una piccola quantità di principio attivo in una verosimile più alta quantità di eccipiente).
      Allestisci le capsule.

      Elimina
    2. per le cartine...per calcolare il valore medio del peso devo pesarle singolarmente e poi dividere per 10? come faccio per trovare il limite 1 e il limite 2?

      per le capsule...come faccio a calcolare il volume dell' eccipinte? devo calcolare il volume dopo scuotimento?

      Elimina
  27. Salve...avrei bisogno di un aiuto: ho una ricetta metronidazolo soluzione
    metronidazolo 0,2%
    acido citrico 0,1%
    etanolo 90° 40%
    acqua q.b.a 100 ml
    per i flacone e di tali X
    per gli onorari devo considerare la preparazione come una preparazione liquida giusto? o come una fiala?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, come preparazione liquida.
      Le fiale si riferiscono agli iniettabili.

      Elimina
  28. Complimenti, molto più chiaro di tanti libri o professori. Sto facendo il tirocinio e ho qualche difficoltà con l'utilizzo dell'incapsulatrice, precisamente una di quelle semiautomatiche che hanno i pulsanti per l'apertura e la chiusura delle capsule, la vibrazione e il compattatore a puntali. Se volessi un elenco ordinato degli step da seguire nell'utilizzo della macchina quale sarebbe? Cioè per capirci:
    1) posizionare la piastra inferiore (non so come si chiamano le piastre di preciso)
    2) posizionare la piastra superiore
    3) inserire le capsule
    ecc.
    Grazie in anticipo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a lei per i complimenti :)
      Ma non riesco a inquadrare il tipo di incapsulatrice.
      Le semiautomatiche (per quanto ne so) hanno un unico blocco per le piastre (al cui interno va un'a ulteriore piastra "estraibile"). Cmq, cercando di rispondere i passaggi sono questi:
      1. inserimento delle piastre
      2. uso del convogliatore per calare le capsule chiuse
      3. separazione della testa delle capsule (mediante leva, pulsanti, pressione. Dipende dal modello)
      4. riempimento
      5. eventuale vibrazione/pressione
      6. chiusura delle capsule (come prima, mediante leva, pulsanti, pressione. Dipende dal modello)
      6a. la doppia chiusura è richiesta nelle incapsulatrici manuali, non nelle automatiche
      7. rimozione delle capsule dalla macchina
      8. (questa non è obbligatoria, ma è buona cosa): spennellatura delle capsule per rimuovere la polvere

      Elimina
  29. dottore buongiorno. sono una tirocinante e in laboratorio abbiamo allestito una preparazione; dato che la quantità totale delle sostanze prescritte era troppa per 120 capsule, abbiamo dimezzato la dose per ciascuna capsula e raddoppiato il numero delle capsule(240), ovviamente dicendo al paziente di raddoppiare la posologia. La mia domanda è questa: l'onorario professionale lo calcolo per 120 capsule o 240? il dubbio sorge dal fatto che comunque sulla ricetta sono prescritte 120 capsule.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna tariffare obbligatoriamente quanto indicato in ricetta. Il motivo per cui si fanno il doppio delle capsule è "tecnico": così come non si fanno pagare gli eccipienti aggiunti per "scopi tecnici", altrettanto non si fanno pagare le capsule in più per motivi "tecnici".
      Se non fosse così, o che ho l'incapsulatrice 00 riesco a fare 120 capsule e tariffo 120; il collega che ha il tipo 0 ne tariffa 240 e l'altro collega che ha il tipo 2 ne tariffa (es.) 360. ;)

      Elimina
  30. Buongiorno dottore le devo chiedere un aiuto per risolverr un problema... Devo preparare delle capsule di gelatina rigide con 90 gr di principio attivo avendo una densita apparente di 2,0 g/ml. Quante capsule n 1 sono necessarie?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Domanda: è un esempio teorico o deve realizzarle per davvero?

      Elimina
  31. Buongiorno. Ho questa ricetta:
    Acido acetil salicilico 0,12
    Codeina fosfato g 0,02
    Carbone vegetale g 0,01
    Amido di mais qb
    x una capsula tali 20
    Ho preparato le capsule utilizzando il formato 1. Trovo difficoltà a tariffare l' eccipiente.

    RispondiElimina
  32. se devo fare un certo numero di capsule,poi dovranno avere un contenuto di polvere appropriato...che la polvere sia solo principio attivo o p.a. ed eccipiente,l cosa non cambia se ho fatto bene le operazioni di mescola. quando poi,alla fine otterrò le mie capsule finite,essendo state fatte,diciamo "artigianalmente" non potrenno essere tutte uguali come quelle fatte industrialmente. ecco,che scarto ci deve essere (che so,+ o - il 10%,o il 7,5 come contenuto,o come contenuto+ involucro,dando per costante quest'ultimo) per poter dire quali e quante capsule della mia mandata sono da considerare accettabli per essere dispensate?
    grazie

    RispondiElimina
  33. ...mi spiego meglio: dai calcoli che ho fatto,mi risulta che le mie capsule devono contenere,ad esempio,300 mg di polvere per soddisfare la prescrizione,considerando principio attivo ed eccipiente.cioè,per avere la quantità desiderata di p.a. io devo avere 300 mg di polvere per capsula. non potendo venire tutte esattamente di contenuto uguale a 300 mg,che scarto (in + o in .) di polvere è considerato accettabile (+ o - 10% ad es? o altro scarto?quindi nel primo caso,da 330 mg a 270 mg sono accettabili..quele con contenuto maggiore o minore dei 2 limiti sarebbero da scartare) mi potete chiarire qusto aspetto?

    RispondiElimina