Come spunto, partirò da un caso pratico che mi è stato sottoposto.
Ho una prescrizione per capsule di Plavix 18mg ad uso veterinario. In laboratorio dispongo di una opercolatrice semiautomatica. Pensavo di procedere col metodo a riempimento con l'aggiunta di un eccipiente, dato che mi serviranno più di 100 capsule finali. Chiedo: 1) Quale misura di capsule mi conviene utilizzare?2) Quale eccipiente inerte potrei usare, considerando che vorrei evitare il lattosio (trattasi di gatto che spesso ha scariche di diarrea e vomito)? 3) Come calcolare la quantità di eccipiente che servirà per riempire le capsule?Il tipo di capsula (000, 00, 0, 1, 2, ecc...) da utilizzare è l'ultima cosa a cui pensare, in quanto prima è necessario calcolare la quantità di eccipiente necessaria per la preparazione.
Partiamo appunto dall'eccipiente.
In ambito veterinario (e nel caso specifico, considerando anche il problema della diarrea dell'animale), si usa spesso l'amido di mais pregelatinizzato unito eventualmente ad un po' di silice (nella concentrazione finale in peso compresa tra lo 0.5% e 1%, non oltre) per favorire la scorrevolezza delle polveri sull'incapsulatrice.
In generale però, quando si allestiscono delle capsule partendo da un farmaco industriale, è bene utilizzare un eccipiente già presente nel medicinale industriale di partenza per evitare incompatibilità e/o comparsa di intolleranze.
In questo caso, l'eccipiente presente nel Plavix è il lattosio, ma visto che c'è un problema... diciamo... intestinale felino ;) va bene utilizzare l'amido di mais.
Ricordo comunque che il lattosio è generalmente sconsigliato perché tende a carbonizzare (per il calore dell'attrito che si genera tra piastra e spatola durante lo spatolamento).
Ok, abbiamo l'eccipiente. E ora?
La prima cosa da fare sarà polverizzare finemente le compresse della specilità e di introdurle in un cilindro graduato. Tralascio per ora il discorso sulle perdite (v. fine articolo per un accenno), molto importante da considerare per evitare di ottenere delle capsule sottodosate.
La domanda che vi farete sicuramente è: "Quanto eccipiente peso?" e quindi "Quale tipo di capsula utilizzerò?".
La risposta è che la quantità di eccipiente dovrebbe essere ALMENO il 50% del volume finale della polvere (principio/i attivo/i + eccipiente).
Prima di tutto, è necessario fare riferimento a questa tabella:
La colonna in rossa è il tipo di capsula: 5 è la più piccola, 000 (o "triplo zero") è la più grande.
La riga in blu scuro sono il numero di capsule da riempire con la polvere totale (eccipiente + principio/i attivo/i).
I numeri nella griglia sono i ml da raggiungere sul cilindro graduato con la polvere + eccipiente.
Per fare un esempio: considerando 100 capsule da allestire, se con la polvere di Plavix di questo esempio si arriva a 25 ml di volume, si potrebbe dire "Utilizzo le capsule di tipo 3" aggiungendo eccipiente fino ad arrivare al volume di 30 ml (come da tabella).
Sbagliato. In questo esempio sarebbe bene utilizzare almeno le capsule di tipo 2 (arrivando ad un volume finale di 40 ml) o meglio ancora di tipo 1 (volume finale di 50 ml).
Perchè? La regola che ho detto sopra (eccipiente deve essere almeno il 50% in volume della polvere totale) è enunciata tenendo conto che l'eccipiente ha funzione di
- diluire il farmaco
- minimizzare le perdite
- favorire lo scorrimento sulla piastra dell'incapsulatrice
- rendere omogenea la dispersione delle polveri
- limitare le perdite di principi/o attivo/i
- ecc...
No. Perché è necessario controllare il volume apparente: infatti può essere che la polvere (sia di Plavix che eccipiente) versata nel cilindro non sia perfettamente impaccata, ma ci siano degli "spazi vuoti" (dovuti a vari fattori) per cui, pur avendo la polvere al livello desiderato, non si tiene conto di questi spazi e durante lo spatolamento verrà a mancare della polvere e le capsule risulteranno semivuote.
Per risolvere questo problema è necessario battere il cilindro graduato: questa operazione è prevista dalla Farmacopea che indica una altezza e forza da imprimere al cilindro. Di solito si batte 3-4 volte (se non sbaglio la Farmacopea prevede dalle 7 alle 10 battiture).
Così facendo, il livello della polvere cala di qualche ml (in base a quanti "spazi vuoti" erano presenti); si riporta a livello con l'eccipiente e si ribatte come sopra.
Domanda: per quante volete va ripetuta questa operazione di battitura-aggiunta eccipiente? La Farmacopea riporta di continuare fino a che, una volta fatte le dovute battiture, il livello di polvere nel cilindro graduato non scende ulteriormente.
Io, per esperienza, sconsiglio di continuare a oltranza, ma di battere 2, massimo 3 volte. Questo per evitare di ritrovarsi con molta molta (troppa) polvere sulla piastra da spatolare.
Al temine di tutte queste operazioni, è necessario miscelare o con il metodo delle diluizioni geometriche (in mortaio) o con un miscelatore.
Breve discorso sulle perdite di lavorazione: se si lavorasse esattamente come ho scritto, sicuramente andrebbe perso dell'eccipiente e del farmaco nel mortaio (nelle asperità porose), nel cilindro graduato (lungo le pareti), nell'incapsulatrice (tra le piastre, ai bordi), ecc... Ecco perché di solito si dice di lavorare con un 5% di perdita (io personalmente preferisco lavorare con un 2-3%, salvo casi particolari, per evitare di sprecare troppa polvere).
Questo significa che una volta determinato il quantitativo in grammi di Plavix e eccipiente necessari, dovrà pesare per ciascuno un (es.) 3% in più per compensare le perdite. Poi si miscela il tutto; terminata la miscelazione, da tutta la massa (che include l'eccesso) si ripeserà la quantità esatta di polvere per il numero di capsule (es. 100) da riempire nell'incapsulatrice.
E anche qui bisognerebbe considerare una certa perdita considerando che la polvere potrà uscire dall'incapsulatrice. Ma andiamo mooolto sul fine, direi che per adesso è sufficiente quello che le ho scritto.
Ultimissima cosa: se anziché 100 capsule, se ne fossero dovute preparare 35? Come fare con la tabella, dato che non riporta una colonna per 35 capsule?
Se guardate e studiate un po' la tabella, ci arriverete di sicuro. Ma se volete sapere subito come fare, continuate a leggere :)
Una volta identificato il tipo di capsula (es. tipo 2), moltiplicate il volume in ml di 1 capsula (es. 0.4) per il numero di capsule da preparare (es. 35): 0.4 * 35 = 14 ml.
Quindi per 35 capsule di tipo 2, dovrete raggiungere i 14 ml di polvere nel cilindro graduato.

ciao questo tuo procedimento mi è molto chiaro...ma posso calcolare matematicamente il peso dell'eccipiente da aggiungere?ho delle formule: volume apparente = capacità delle cps x n°capscule;
RispondiEliminaavendo la densità della mix delle polveri e il Vapparente (con la formula precedente) mi ricavo la massa dell'eccipiente.Sono esatte queste formule??grazie mille
Sicuramente d = m/V ;) Le formule sono esatte dal punto di vista matematico.
EliminaMa dire che il volume apparente è dato dalla "capacità delle capsule" è impreciso: la capacità di una capsula varia per ogni tipo di polvere poichè varia l'impaccamento, la granulometria della polvere, l'uso di eventuali glidandi, ecc...
Il modo migliore è il metodo del cilindro. Esiste anche uno schema grafico che permette di dare un'idea sul volume occupato, ma il più preciso e sicuro è sempre il cilindro.
grazie mille,sei stato molto utile!grazie ancora
RispondiEliminaciao ma per il calcolo degli onarari professionali come procedo?nel considerari i componenti presenti nella ricetta includo anche l'eccipiente?
Eliminaciao ma per il calcolo degli onorari professionali come procedo,se per esempio ho 2 principi attivi,più l'eccipiente e devo allestire 100 capsule?nel considerare il numero dei componenti includo anche l'eccipiente?
RispondiEliminaCiao.
EliminaLa risposta non è unica.
Se l'eccipiente è indicato in ricetta, lo tariffi come un qualunque principio attivo.
Se non è indicato, ma lo devi usare x questioni tecniche (es. colorante per vedere quando hai miscelato bene) NON lo devi tariffare.
Se l'eccipiente è indispensabile ci sono 2 correnti di pensiero: quella + rigida prevede che, poichè non è indicato in ricetta, non va tariffato. Punto.
L'altra prevede che se l'eccipiente è indispensabile per la formulazione, anche se non è indicato in ricetta va tariffato.
Non so se mi sono chiarito...
ok grazie mille...molto utile :)
RispondiEliminaancora un dubbio..ho una ricetta medica:
RispondiEliminaPr
paracetamolo 320 mg
codeina fosfato 30 mg
lattosio q.b.
p. 1 cps t. xxx
nell'etichetta come la riporto?scrivo tutti i quantitativi per 30 capsule?o scrivo il quantitativo di una sola capsula riportando p. 1 cps t. xxx??grazie infinitamente
Può essere fatto sia nell'uno che nell'altro modo.
EliminaQUASI sempre, si si preferisce riportare la composizione prodose, quindi
- paracetamolo 320 mg
- codeina fosfato 30 mg
- lattosio XXXX mg (Attenzione!! Q.B. Si può riportare solo se si seguono le NBP INTEGRALI. Nel caso delle semplificate, ci vuole il dosaggio preciso)
- Di tali, 50 capsule.
OPPURE la composizione completa che va ripartita in X capsule:
- paracetamolo 16g
- codeina fosfato 1,5g
- lattosio XXXX g (Attenzione!! Q.B. Si può riportare solo se si seguono le NBP INTEGRALI. Nel caso delle semplificate, ci vuole il dosaggio preciso)
- Per totali 50 capsule.
la ringrazio davvero molto..
RispondiEliminaHo una ricetta:
belladonna tintura 5 g
sciroppo di rabarbaro (10% estratto fluido) 10g
acqua depurata
sa come posso allestire questa preparazione??si tratta di uno sciroppo..grazie ancora
Scritta così è incompleta.
EliminaPer l'acqua depurata devo sapere cosa farne: qb a 100? xxx ml/g?
Per il resto, si miscelerebbe sciroppo e tintura portando a volume con acqua.
si mi scusi,acqua depurata q.b. a 100..non capisco l'indicazione 10% estratto fluido,a cosa mi sarà utile??
RispondiEliminaNo, è la composizione dello sciroppo di rabarbaro che deve contenere il 10% di rabarbaro.
RispondiEliminaSu 100 g di sciroppo, il 10g devono essere di rabarbaro e 90g di veicolo sciropposo.
come veicolo sciropposo da mettere anche in etichetta considero il saccarosio?
RispondiEliminadavvero molto gentile,grazie ancora.
Non ho capito la domanda: devi preparare dello sciroppo semplice (acqua e saccarosio) e utilizzarlo per preparare lo sciroppo di rabarbaro EF al 10%.
EliminaIn etichetta dovrai indicare la quantità di zucchero utilizzato per la parte di sciroppo impiegata (es. prepari 100g di sciroppo ma poi ne usi solo 90g, quindi in etichetta tarifferai solo per 90g); altrettanto per l'acqua che sommerai al totale dell'altra acqua indicata in ricetta.
ciao mi è capitata la seguente ricetta :
RispondiEliminapapaverina cloridrato 10g
belladona estratto fluido titolato 5g
alcool 8g
acqua depurata q.b. a 250g
S.3 cucchiai al dì
si tratta di una sospensione orale?come la preparo?
Curiosità: ma per davvero o si tratta di ricette teoriche?
EliminaCmq la cosa migliore sarebbe sciogliere la papaverina in acqua, l'estratto in alcool e miscelare il tutto. E' una soluzione orale.
è teorica,un esame..se metto la papaverina,l'estratto in acqua e poi aggiungo l'alcool è sbagliato??quindi non si tratta di una sospensione?,perchè nel calcolare l'onorario,ho visto la voce sospensioni.
RispondiEliminaSospensione è quando c'è una parte distinguibile nel solvente che va ricostituita x (es.) agitazione.
Eliminase guadi in tariffa c'è "soluzioni liquide" (o simile).
Alla fine non è sbagliato perchè le quantità comunque si sciolgono.
SE NON SBAGLIO, la papaverina cloridrato è solubile in acqua, quindi simile nel simile...
quindi è meglio dire che è una soluzione orale,si la papaverina è poco solubile in acqua..e qualche esempio di sospensione può dirmelo??grazie molto molto utile
RispondiEliminaSulfadiazina sospensione:
Elimina- Sulfadiazina
- Sulfatiaziolo ana g 2
- Gomma adragane g 2
- O.e. aancio g 2
- Sciroppo semplice g 25
- Acqua depurata q.b. g 100
Oppure semplicemente:
Nistatina sospensione
- nistatina g 2
- Sciroppo aromatizzato q.b. 100ml
leggendole avrei pensato fossero sciroppi,come faccio a capire se si tratta di sciroppo o sospensione?o cmq rientrano nella stessa categoria?
RispondiEliminaPer la presenza di mucillagini o gomme che sospendono il p.a. in soluzione (es. gomma adragante).
EliminaMi rendo conto che per la nistatina non ho dato dettagli circa la natura dello sciroppo, che non è quello semplice FU, ma appunto con una composizione adatta x sospendere la nistatina.
grazie davvero mille,molto gentile
RispondiEliminaancora un dubbio:(..ma la porosità di una polvere come influenza la durezza e la disgregabilità di una compressa?maggiore porosità,minore durezza?
RispondiEliminaUuuuh, qui andiamo oltre le mie conoscenze pratiche: di capsule (purtroppo) non ne preparo. Mi spiace.
Eliminagrazie lo stesso:))
RispondiEliminasalve,vorrei fare questa domanda. se invece ho una delle due polveri in eccesso, come faccio a miscelarli ? grazie
RispondiEliminaNon ho capito la domanda: cosa intende in eccesso? Una di più dell'altra? Perché se è così non c'è problema: sia va avanti 50 e finché si riesce, alla fine si aggiunge la parte rimanente (che non sarà in parti uguali) e si finisce di miscelare.
EliminaEs. 1 g di principio attivo e 20 g di eccipienti.
1 pa + 1 ec = 2 miscela
2 mi + 2 ec = 4 mi
4 mi + 4 ec = 8 mi
8 mi + 8 ec = 16 mi
16 mi + 5 ec = 21 miscela
La domanda sorge spontanea: ma dal momento che per fare quelle cps di plavix hai dovuto sconfezionare, anche se avessi avuto una ricetta veterinaria in mano che richiedeva qs preparazione, che tipo di foglio di lavorazione avresti fatto? Ma allora siamo autorizzati a sconfezionare in caso di mancanza del pa sul mercato se scritto esplicitamente sulla ricetta??
RispondiEliminaNon ho be capito la prima domanda...
EliminaIo seguo le NBP integrali, il foglio di lavorazione avrebbe incluso il nome della specialità, AIC, lotto e scadenza.
La seconda risposta è SI. Checchesenedica (ci sono varie correnti di pensiero), la legge non lo impedisce. Certo, devono essere casi particolari (come quello che hai citato tu), non puoi metterti a sconfezionare farmaci al posto dei p.a. (anche se negli ospedali si fa... e non c'è una legge apposta per loro).
Quindi in caso il medico lo indichi in ricetta, magari mettendo urgenza o l'assoluta necessità di usare la specialità, puoi farlo.
Ma solo in quel caso. Ripeto: non puoi DI TUA iniziativa utilizzare una specialità al posto del p.a.
Capita spesso che veterinari adattino la terapia utilizzando ( data la mancanza del pa in commercio) chiedendo di sconfezionare ma non c'è una norma che regoli qs aspetto tutelando il lavoro in buona fede del farmacista??? Evviva l ' italia! E così si finisce per lavorare sempre in "clandestinità " anche se non si fa nulla di poco professionale!
EliminaPosso segnalare questo sito www.farmacistidiprofessione.it, di cui faccio parte.
EliminaC'è un bellissimo articolo di una collega che analizza la questione dal punto di vista giuridico.
Speriamo che si arrivi a regolamentare: prima della caduta del governo Berlusconi nel 2011 c'eravamo quasi...
chiedo scusa, avrei un piccolo dubbio. Vorrei sapere se nella preparazione di uno sciroppo quando devo calcolare il prezzo degli onorari professionali l'acqua depurata va considerata come un componente a sè stante visto che è dotata anche di prezzo? alla voce "preparazioni liquide (soluzioni fino a due componenti)" l'acqua depurata costituisce un componente come gli altri? perchè poi ovviamente uno sapendo il numero di componenti si deve calcolare la maggiorazione! grazie mille, spero che qualcuno potrà rispondermi!
RispondiEliminaSalve, non ho ben capito da cosa nasce il suo dubbio…
EliminaNela tariffa non è riportato nulla che faccia pensare che l'acqua sia un componente particolare, per cui viene tariffata normalmente come qualunque sostanza.
É dotata di prezzo, ma solo x indicare che indipendentemente dal prezzo d'acquisto, va tariffata al prezzo riportato.
Ha ragione, difatti il mio dubbio purtroppo nasceva dalla presa visione di un esercizio impostato irroneamente. La ringrazio per la disponibilità e colgo l'occasione per chiederle se, secondo lei di fronte ad un esercizio di tariffazione di forma farmaceutica ignota esiste diciamo "un trucco" o un accorgimento per capire di quale forma farmaceutica si tratti(in base agli eccipienti si intende); quando la scelta è tra sciroppi, capsule, compresse, granulati, suppositori ed ovuli. Poichè alcune di esse posseggono eccipienti simili spesso le confondo sbagliando poi i calcoli. Forse la domanda esige troppo, spero che potrà darmi comunque qualche suggerimento utile ;)
RispondiEliminaAggiungerei un'altra cosa: calcoli a parte (visto che poi per esempio l'O.P. prevede gli stessi prezzi per capsule e compresse, ovuli e suppositori etc.) avrei bisogno di un qualche suggerimento proprio per il riconoscimento della forma farmaceutica in base a gli eccipienti, come ho già detto, se lei può darmene :) Grazie mille!
RispondiEliminaQuesto è uno dei quesiti che mi ponevo al tempo dell'università, nelle lezioni di tecnica: come fare?
EliminaMai capito all'epoca. Oggi posso dire che l'UNICA vera maniera per capirlo è CONOSCERE a fondo ogni eccipiente, in modo da saperne l'aspetto fisico (polvere, solido, liquido, cremoso, ecc...) e le caratteristiche (es. lipofilo o idrofilo).
Il resto viene da se, considerando anche il p. a. (sapere se si può assumere per os, la categoria terapeutica, gli aspetti farmacologici).
Insomma, non esiste un modo univoco: si impara per esperienza.
Ciao, ti ringrazio lo stesso. Avrei un'altra domanda da fare: nella preparazione della gelatina come faccio ad aumentarne la durezza? quale eccipiente dovrei aggiungere? ti ringrazio.
RispondiEliminaLa domanda è un po vaga...
EliminaSe ho capito, la risposta potrebbe essere
- o aumentando la gomma usata
- o diminuendo l'acqua/polietilenglicole
Dipende da che gelatina fai.
ma nell'esempio del post non dici il dosaggio delle compresse di plavix, se polverizzi le compresse dovrai sapere quanto plavix c'è .....75 mg?? e quanto eccipiente c'è???
RispondiElimina;) c'è il perchè.
EliminaPerchè non ti interessa. Non ti interessa sapere quanto pesa UNA compressa di Plavix come eccipiente.
Spiego con un esempio (ATTENZIONE, l'esempio è teorico, nella pratica bisogna tener conto delle perdite).
Devo fare 150 capsule da 18mg di clopidrogrel (principio attivo).
Quindi mi servono 150 * 18 = 2700mg = 2,7 g di clopidrogrel (principio attivo).
Quante compresse di plavix da 75mg cadauna (di principio attivo) mi servono per arrivare a 2700mg?
Risposta: 36 compresse (2700/75)
Trituro (meglio MICRONIZZO) le 36 compresse e verso il quantitativo totale (che non ho pesato) in un cilindro adatto, taro e porto a volume con eccipiente (battendo e tutto il resto).
Miscelo la polvere che poi uso per preparare le 150 capsule.
Domanda: siamo arrivati in fondo senza sapere quanto pesava una compressa. Non ti serve... però...
Nella realtà, parlavo di perdite: se calcoli che devi usare 36 compresse, sicurmaente parte della polvere di perderà (mortaio, micronizzaore, ecc...), quindi si procede così.
Pesi il PESO TOTALE di 36 compresse (eccipiente + p.a.) e lo annoti (esempio: 9 g). Aggiungi 2 compresse in più e trituri (esempio: avrai 9.5 g). Dalla massa finale (che magari è 9.3 g per le perdite) prelevi i 9 grammi precisi che userai come ho scritto sopra.
Bisogna vederlo in laboratorio per capire.
Ciao, mi riferivo ad una domanda che ho trovato che, in riferimento alla gelatina per la preparazione di capsule, chiedeva quale eccipiente poteva essere aggiunto per aumentarne resistenza e durezza. Per quanto riguarda la resistenza io l'ho intesa come la plasiticità (interpretazione personale)e quindi ho immaginato attraverso l'aggiunta di glicerolo o sorbitolo; riguardo la durezza richiede sempre quale eccipiente può essere aggiunto per aumentarne la durezza. Immagino un polimero ma non so quale ! :)
RispondiEliminaMmm.. su questo non ti so aiutare. Dovresti chiedere ad un CTF (io sono Farmacista): le capsule di gelatina le uso già pronte :)
EliminaQuindi, passo :D