giovedì 20 ottobre 2011

Validità della ricetta veterinaria non ripetibile in copia singola

Oggi "pilucco" un post da un mio intervento presso la FNOVI (trovate  il link nella colonna di destra).
Credo che l'argomento sia già stato trattato nominalmente in alcune occasioni precedenti, ma ora gli dedico un post tutto suo per dare una maggiore visibilità.

I quesiti sono i seguenti:
Qual'è la validità di una ricetta veterinaria non ripetibile in copia unica?E di una ricetta veterinaria non ripetibile in copia unica che prescrive farmaci ad uso umano?Nella prescrizione di farmaci ad uso umano in deroga, ci sono limiti alla durata della terapia prescritta?
La Ricetta Veterinaria Non Ripetibile in copia singola ha una validità di 30 giorni (NON 3 MESI), indipendentemente che prescriva farmaci veterinari soggetti a ricetta non ripetibile in copia singola o farmaci ad uso umano in deroga (in questo caso, ovviamente, solo per animali nDPA. Es. Tobral collirio a cane o gatto).
Per quanto riguarda l'uso in deroga, la norma che regola la validità delle ricette non ripetibile è la Tabella 5 della FU XII Italiana: essa elenca tutte le casistiche in cui è richiesta la ricetta NON ripetibile e, al punto 19, riporta "I medicinali per uso umano prescritti dal medico veterinario per la somministrazione ad animali da compagnia secondo le condizioni previste dall’art. 10, del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193 e successive modifiche ed integrazioni."
Sempre la Tabella 5 indica la validità della ricetta veterinaria non ripetibile in copia singola, pur non esplicitando il caso specifico: non è presente un punto dedicato, ma nelle Note viene riportato che "In ogni altro caso la ricetta non ripetibile ha validità 30 giorni", da intendersi come indicazione generale da parte del legislatore di ridurre a 30 giorni la validità delle ricette non ripetibili, inclusa quella veterinaria in copia semplice.

Per quanto riguarda la durata della terapia, la legge non indica alcun limite, esclusi gli stupefacenti in sez. A (es. morfina fiale iniettabili) per i quali la durata della terapia deve essere inferiore a 30 giorni. In tutti gli altri casi i quantitativi prescrivibili devono essere limitati, ai sensi dell’art. 76 del D. Leg. 193/2006, “al minimo necessario per il trattamento o la terapia”.
Per quest'ultimo caso, ricordo che il farmacista NON deve sindacare la prescrizione di un Veterinario, salvo la prescrizione di quantitativi abnormi e frequenti, nel qual caso deve segnalare la cosa (es. AUSL).

15 commenti:

  1. La ricetta non ripetibile in singola copia per uso veterinario:
    1-può essere usata per la prescrizione ad ANIMALI DA REDDITO di medicinali veterinari omeopatici e medicinali veterinari per i quali non sia prevista ricetta ministeriale in TC? In questo caso va conservata per 5 anni?
    2-è spedibile una prescrizione veterinaria di un medicinale soggetto a RNR in singola copia qualora la prescrizione venga effettuata sulla ricetta ministeriale in TC? In questo caso in farmacia viene presentato solo la copia rosa?

    RispondiElimina
  2. Il caso 1 l'ho capito così e cosà, nel senso che nella domanda che ha posto vedo scritta anche la risposta. Spero di spiegarmi: se nell'AIC del medicinale veterinario (omeopatico che sia) è scritto che è destinato a DPA e che richiede ricetta non ripetibile semplice (es. vitamine), ovviamente è sufficiente ricetta semplice non ripetibile.
    Essendo destinata a DPA, va conservata 5 anni.

    Per quanto riguarda il caso 2, la risposta è SI.
    Si tratta del c.d. "eccesso di zelo", il medico redige una ricetta "eccessiva", RNRT, quando sarebbe bastata una RNR semplice. In questo caso il farmacista considera la ricetta rosa come l'originale e può stracciare le altre. O se arriva solo la copia rosa, ve bene comunque.
    Per capire il concetto, si pensi alla situazione in cui il veterinario deve prescrivere urgentissimamente del Caninsulin ad un cane, non ha con se alcun ricettario o foglio di carta, solo la RNRT. E' un foglio di modello ministeriale, ma quello che conta è il contenuto.
    Un po' come quando un medico di base prescrive un farmaco in fascia C (es. Tavor) su una ricetta SSN: è un modello ufficiale, ma non vuol dire che il Tavor è mutuabile. Semplicemente il medico ha usato un ricetta impropriamente, ma nulla di più: la ricetta è ripetibile e non mutuabile.
    Non so se ho reso...

    RispondiElimina
  3. Perfetto, davvero molto esaustivo e chiaro. GRAZIE

    RispondiElimina
  4. Per quanto concerne la conservazione della ricetta veterinaria nn ripetibile in singola copia destinata ad animali da reddito, la nota alla Tab 5 riporta "il farmacista è tenuto a conservare per 6 mesi ricette nn ripetibili in singola copia di cui ai punti 18 e 19"che comprende anche gli animali da reddito. Sbaglio ad interpretare o Lei fa riferimento ad altre norma quando dice che le ricette n ripetibili in singola copia per animali da reddito vanno conservate per 5 anni?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve.
      Si, il riferimento è il Dlgs. 193/2006 che regola tutta la normativa veterinaria.
      Semplicemente, si tratta di un disallineamento tra quello che dice il Dlgs e la FU: come chiarito anche dalla FOFI, in questo caso di incongruenza prevale il Dlgs in quanto superiore nella gerarchia delle fonti.
      Le lascio i riferimenti precisi del Dlgs 193/2006 dai quali può essere tratto il combinato di cui all'art. 71, comma 4 secondo periodo in relazione all'art. 10, comma 1, lettera b) numero 1.

      Elimina
  5. gentilissimo! perfettamente chiaro

    RispondiElimina
  6. Buongiorno dottor Ternelli, ho svolto il tirocinio in una farmacia e, nel riscrivere il diario, mi è sorto un dubbio: un paziente ha presentato una ricetta veterinaria per un cane, in cui erano prescritti i farmaci ad uso umano Tad 600 iniettabile e Silimarin cp. La dottoressa mi ha detto che "le ricette veterinarie che prescrivono iniettabili vanno trattenute in farmacia". Sono un po' confusa, perchè io sapevo solo che le ricette veterinarie che prescrivono farmaci per uso umano ad animali di compagnia, sono RNR, anche se quei farmaci sono prescrivibili con RR per uso umano. Sapevo anche che possono possono essere prescritti farmaci per uso umano agli animali di compagnia, qualora non esista un farmaco veterinario nella stessa forma farmaceutica e con lo stesso dosaggio. Potrebbe dirmi se non è corretto quanto sapevo io in merito, e illuminarmi sul fatto della ricetta per iniettabili ad uso umano prescritti ad animali di compagnia? La ringrazio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno. Il discorso degli iniettabili non esiste.
      Intendo dire che conta solo che il FARMACO sia ad USO UMANO e prescritto ad animale da compagnia: la ricetta è sempre e solo non ripetibile indipendentemente che il farmaco ad uso umano sia SOP, OTC, RR, RNR, fiale iniettabili, fiale orali, buste, compresse, eccetera.

      Per la prescrizione in caso "non esista un farmaco veterinario nella stessa forma farmaceutica e con lo stesso dosaggio" è più complicato. Li si tratta dell'uso in deroga e di seguire la c. d. "cascata". Cerchi nel blog più informazioni per i dettagli; per farle capire, velocemente, le dico che potrebbe esistere un farmaco veterinario con la stessa forma farmaceutica e dosaggio, ma il veterinario prescriverebbe comunque l'uso umano perchè nella versione veterinaria potrebbe essere presente un eccipiente a cui l'animale è allergico, mentre tale eccipiente mancherebbe nel farmaco ad uso umano (il veterinario dovrebbe fare una segnalazione di farmacovigilanza eccetera, ma sono discorsi che non competono e interessano il Farmacista).

      Elimina
    2. La ringrazio immensamente, penso che lei sia la guida che ogni tirocinante vorrebbe avere in farmacia :-) Buona serata

      Elimina
    3. Ringrazio e arrossisco *.*'

      Elimina
  7. Buona sera Dottore, mia figlia di 2 mesi ha un esenzione 040, oggi mi sono recato in farmacia per prendere uno sciroppo che ha prescritto il pediatra e mi hanno ugualmente chiesto 54 centesimi dicendo che l'esenzione valeva solo ed esclusivamente su un farmaco equivalente che loro non avevano nemmeno.
    É normale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi suona strano, ma per risponderle precisamente mi serve sapere:
      - il nome del farmaco prescritto dal pediatra in ricetta
      - in che regione risiede

      Elimina
    2. Il farmaco é tegretol bambini sciroppo, regione emilia romagna.
      La ringrazio.

      Elimina
    3. Ok, ho capito.
      Diciamo che se le hanno detto così non si sono espressi bene o non vi siete intesi correttamente.
      La questione è questa: i 54 cent vanno pagati e non c'è alternativa. Mi spiego.
      L'esenzione per patologia di sua figlia (ma il discorso vale per qualsiasi altra esenzione esistente ad eccezione delle esenzioni per vittime di guerra o terrorismo) non da adito a pagare la DIFFERENZA (noti, non ho detto TICKET) che esiste tra un farmaco originale e l'equivalente generico.
      Infatti sua figlia è esente e non paga nessun ticket (di 1, 2 o 3 euro) per scatola di Tegretol.
      I 54 cent sono la differenza che "esiste" (noti le virgolette) tra il Tegretol sciroppo e il suo equivalente generico.
      Senonché (e qui sta l'inghippo), l'equivalente generico del tegretol non esiste in commercio! Com'è possibile? Il motivo principale è che il costo è troppo basso (5,94€ a confezione) e viene usato pochissimo. Per questo, l'unica ditta che produceva il generico (che non avrebbe pagato nulla) ha cessato la produzione nel 2011.

      Vanno pagati.

      Elimina