lunedì 2 maggio 2011

Un farmacista può rifiutarsi di preparare un galenico magistrale se...?

Mi viene fatta questa domanda: ad un farmacista viene presentata la richiesta di una preparazione dimagrante a base di una sostanza stupefacente. La paziente che si presenta dispone di regolare ricetta e piano terapeutico; quest'ultimo riporta un BMI (Body Mass Index) > di 30 che è palesemente falso in quanto la paziente è visibilmente ed inequivocabilmente al di sotto di tale valore.
Il farmacista può rifiutarsi di effettuar preparazione? Deve segnalare il fatto?

Il farmacista non ha mai avuto un ruolo nel sindacare le prescrizioni di galenici magistrali (se non in presenza di iperdosaggi, incompatibilità chimico-fisiche o prescrizioni a base di sostanze "velenose") dato che è compito del medico PRESCRIVERE una ricetta con il medicamento che ritiene più adatto e compito del farmacista SPEDIRE la ricetta secondo le indicazioni del medico.

Questo assunto non è mai stato [parlo al passato] posto in discussione.

Senonché, recentemente un tribunale di Novara ha emesso una sentenza in cui il giudice ha condannato in primo grado un farmacista in concorso con il medico: il caso riguardava l'allestimento di preparazioni galeniche (tutte su regolare ricetta) contenenti sostanze stupefacenti (associate ad altri principi attivi) per il trattamento dell'obesità.
Il giudice ha condannato il farmacista basandosi sul "ritmo costante e del numero elevatissimo di prescrizioni" e sul fatto che le sostanze contenevano stupefacenti: in pratica, per il giudice, il farmacista avrebbe dovuto capire la chiara attività illecita del medico e non avrebbe dovuto procedere alla preparazione (non tanto per errori formali sulla ricetta) per non acconsentire all'attività delittuosa del medico.

A questo punto, un farmacista potrà sempre essere incriminato?
Faccio le seguenti considerazioni:
  1. In Italia le sentenze non hanno valore di legge, per cui un altro giudice potrebbe decidere diversamente in caso si presenti una situazione identica o simile.
  2. Sicuramente con la sentenza si crea un precedente. E in caso di contestazioni, un giudice può ispirare la sua sentenza su questa.
  3. Dal punto di vista professionale e deontologico (il farmacista è consapevole che il BMI dichiarato è falso) sicuramente non può rimanere in silenzio.
Cosa fare? Non preparare il galenico? (e lasciare che la paziente trovi un altro farmacista meno "attento" e ottenga la preparazione?) Chiamare il medico per chiarimenti? Denunciare il fatto all'Ordine (dei farmacisti e dei medici)?
Personalmente, partirei per gradi, coinvolgendo il medico in primis, poi in base alla sua reazione passerei all'Ordine (dei Medici e Farmacisti) e per ultima l'autorità Giudiziaria.

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